LA PUNK SPIEGATA ALLA NONNA

spettacolino spiritista e transitorio
di e con Filo Sottile

«Se c’è un augurio che posso farvi è di non
cadere mai nella trappola della rassegnazione e
dell’accettazione: quasi sempre quella che si
presenta come “la vita così com’è”, secondo
un’espressione cara ai realisti (gente che in
segreto ama la schiavitù) è una truffa»
Luca Rastello

21/12/2018 la punk al Gabrio, foto di Manuel Coser

Esiste una filosofia, una modalità di vita che spinge le persone a contrapporsi alle leggi scritte, alle norme non scritte, alle consuetudini, alle convenzioni, ai principi imposti e assoluti, al più becero realismo. È una filosofia antica e ha avuto tanti nomi. Noi la chiamiamo la punk.
La punk spiegata alla nonna è una seduta medianica in cui una reietta, una non-persona di questo mondo, prova a raccontarsi a una non-persona migrata all’altro mondo, con i soli mezzi a sua disposizione: parole tumultuose, strumenti poveri, melodie straccione.
(Bassa fedeltà, alta vegetalità, cazzimma punk garantite!).

Il poster! feat. Laboratorio Zanna Dura

Filomena “Filo” Sottile (Rivoli, 1978) da oltre vent’anni porta sui palchi parole e canzoni. Ha scritto spettacoli, un romanzo, un po’ di racconti disseminati in rete e su antologie cartacee, una raccolta di poesie eroticomiche troppo poco queer perché se ne vanti in giro e articoli su piante, viandanze, immaginario, transizioni di genere, questioni No Tav. Fa parte di Alpinismo Molotov.

La punk spiegata alla nonna è un monologo con inserti cantati e suonati. In scena c’è la performer, un leggio, due sgabelli, l’ukulele. È adatto a posti raccolti, in cui si possa gustare il calore dei corpi e la dimensione acustica. Per le luci è sufficiente un piazzato, è necessaria una presa elettrica nei pressi del leggio per alimentare una lampada. Dura circa 70 minuti.

Il poster dello spettacolo secondo Mariano Tomatis

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