All’improvviso: Contro la politica delle briciole

È già in giro da qualche giorno ma oggi Contro la politica delle briciole, La mostruositrans e altre mitologie femministe (Tamu) esce ufficialmente.

In costante oscillazione tra saggio, narrativa di speculazione, pamphlet e scrittura drammatica, il fascio di storie qui contenute si fa forte del potere trasformativo dei racconti mitologici e letterari per contrastare la fissità dei rapporti di dominio. Attraverso la riscrittura dei canoni, l’immaginario fantastico si rivela premessa necessaria all’azione di un femminismo rivoluzionario. Se possiamo ri-raccontare i miti da prospettive altre, allora il finale non è scritto e possiamo immaginare un futuro diverso.

Qui i quattro post di avvicinamento.

Altra lieta notizia.

Esce oggi anche Improvviso, una fanzine in cui la studiosa, scrittrice e attivista galiziana Brigitte Vasallo ha radunato i contributi di Alba García Fijo, Carmine Conelli, Franca Bianchini, Giusi Palomba, Raquel Pérez Diéguez, Alba Solà García, Irene Pérez, Roberto Herrero García, Moju Manuli.

Compare anche un elogio della pacchianeria, rielaborazione di un passo del mio Senza titolo di viaggio (Alegre, 2021).

Brigitte la annuncia così sul suo profilo Instagram: Finalmente è arrivata la fanzine Improvviso, che ha riunito un gruppo di persone che amo e ammiro attorno al pensiero txarnego e terrone. Queste lavoro in sette lingue nasce dalla possibilità di essere diversi: non è la diversità il problema, ma l’obbligo di essere uniformi. Lunga vita ai nostri ricordi! Vi amo tutti, amich3!

La puoi scaricare qui.

Qui le prossime presentazioni di Contro la politica delle briciole.

Ci incontriamo per le strade.

Contro la politica delle briciole. Ci siamo. Annunciazione 4 di 4

Copertina di “Contro la politica delle briciole”. Disegnata da Giannino Dari

Contro la politica delle briciole. La mostruositrans e altre mitologie femministe è in imminente uscita per Tamu. Qui sotto spendo ancora qualche riga di anticipazione. Prima di lasciarti alla lettura, però, ci sono alcune cose importanti da dire.

  1. Una delle quattro illustrazioni contenute in Contro la politica delle briciole è di Coco Guzman, che su un muro di Bologna aveva già immortalato l’immaginario di La mostruositrans.

  2. Quella che vedi qui sopra è la copertina definitiva del libro, l’ha disegnata Giannino Dari ed è graficamente curata da Greg Olla. A me pare molto pertinente. [Clicca qui per vederla stesa, completa di quarta]

  3. Il libro l’ho firmato io, ma le idee che lo percorrono sono frutto di elaborazioni collettive, senza tutte quelle ore di assemblee e confronto non esisterebbe: discuto ergo scrivo. Nei crediti di chiusura ci sono (spero) tutti i nomi di chi ha letto in anteprima e quelli di chi in questi anni ha ragionato insieme a me: a tutte voi, creature, grazie e mai abbastanza “grazie”.

  4. Contro la politica delle briciole uscirà il 18 luglio. Se lo vuoi acquistare, ti invito a privilegiare le librerie indipendenti. Non ce ne sono nella tua zona? Lo puoi ordinare facilmente anche nelle libreria di catena, lo paghi uguale, ma non è in alcun modo la stessa cosa. Nessuna libreria in zona? Puoi appoggiarti a Bookdealer, che offre un servizio un po’ meno compromesso di quello che vi offrono il nuovo doge di Venezia e compagnia briscola. dal 4 luglio sarà disponibile in pre-order anche sul sito di Tamu.

  5. la prima presentazione sarà a Torino venerdì 11 luglio, alle ore 18, da Nora, con il supporto di Fè Rosin e Giannino dari. Il 27 luglio, alle 16,00, al Festival Alta felicità (Venaus) ce ne sarà una seconda, con Silvia Ugolini della Laboratoria Antiviolenza Valsusa. La data della terza è in via di definizione, sappiamo comunque che sarà a settembre ad Avigliana, in bassa valle. Insomma, comincio con un tour di vicinato.

  6. Forse sai già che sono impegnata nella scrittura di questo libro, nei prossimi mesi mi muoverò poco. Diciamo che fisso nuove date fuori dal Piemonte da novembre. Privilegio le situazioni in cui posso abbinare alla presentazione uno dei miei spettacoli. Mettiamoci d’accordo via mail.

Mi pare di aver detto tutto il necessario. A questo punto, bando alle esitazioni, Ecco l’ultimo commentario di lancio. Continua a leggere

Contro la politica delle briciole e la congiura del silenzio. Annunciazione 3 di 4

Chi rimane sullo sfondo? Di chi è quella voce?

[Una donna ripresa a mezzo busto. Capelli scuri, raccolti in una coda. Indossa una camicetta bianca a pois neri. L’inquadratura rimane fissa per tutta la durata del filmato. Fuori campo le mani armeggiano, forse su un tagliere. Sullo sfondo, fuori fuoco, si intuisce del mobilio da cucina.
Da destra entra una giovane persona. Non la vedremo mai in volto e rimarrà sempre ai bordi del campo visivo. Gira attorno a un tavolo e si siede su una sedia a sinistra. Volge il volto alla cucina e le spalle all’obiettivo.

Giovane persona: Ciao mamma, sono a casa.
Donna: Ciao, amore. Com’è andata a scuola?
GP: Oggi in classe è venuta una signora, cioè prima era un uomo, ma dice che ora è una donna.
[La donna si acciglia ma continua ad armeggiare con le mani davanti a sé].
GP: Non so come sia possibile.
[La donna fa una smorfia, come fosse arrivata una zaffata di zolfo]
GP: Ci ha detto un sacco di cose strane
Donna: Tipo?
GP: Che possiamo scegliere di che genere essere o che possiamo cambiarlo e che l’identità è fluida.
[La donna aggrotta la fronte e rallenta il ritmo del suo lavoro].
GP: Poi ha letto delle storie…
[La donna sembra in preda a un incipiente mal di testa]
GP: … con due uomini che fanno un figlio.
[La donna sembra ora in preda a un attacco di nausea]
GP: Non so come sia possibile. Ah, poi ci ha detto che da domani…
[La donna prova a resistere alla nausea]
GP: … dovremo andare tutti nello stesso bagno…
[La donna stira le labbra]
GP: … maschi e femmine, perché tanto sarà un bagno neutro.
[La donna sospira]
GP: Ma io mi vergogno, mamma!
[La donna, severa e gelidamente furente, guarda dritto in camera]
Voce off: Giù le mani dai nostri figli e dai nostri nipoti. Continua a leggere

Contro la politica delle briciole. Tre brevi appunti. Annunciazione 2 di 4

Elsa Lanchester in “La moglie di Frankenstein” di James Whale, 1935

I.

La creatura stipula un patto con Victor Frankenstein. Dammi una creatura compagna e tolgo il disturbo. Ce ne andremo ai limiti del mondo conosciuto.

Victor vuole crederci. Sembra l’occasione giusta per liberarsi del mostro. Si chiude in laboratorio e dà vita a un’altra creatura. Quando l’impresa è quasi compiuta, sbrocca e la fa a pezzi. Può fidarsi della parola della prima creatura, ma non ha garanzie sulla seconda: quali pensieri, quali desideri la animeranno? Se rifiuterà di isolarsi avrà il doppio dei problemi e sarà responsabile di un’ulteriore proliferazione di mostri.

In gioventù, in perenne oscillazione fra l’esoterico e l’avveniristico, il dottor Frankenstein ha carezzato l’idea dell’affermazione individuale e del dominio sulla natura. Il suo successivo conservatorismo e timor-di-dio non è davvero in opposizione, è solo l’altro capo di una stessa oscillazione. Il teriocidio della seconda creatura ha lo stesso movente romantico, borghese e mercantile della creazione della prima. Se davvero vuole preservare la società e lo status quo dai desideri aberranti di questa classe mostruosa che rifiuta l’esclusione, non si lascia assoggettare e vuole essere protagonista e non vittima della propria marginalizzazione, non c’è altra soluzione che l’annichilimento.

Le uniche esistenze ammesse sono quelle che garantiscono di confermare e preservare il sistema. Il diversity management mercanteggia questa promessa di stabilità con le creature mostre, ma la minoranza portentosa che muove le leve dell’economia e degli stati nazione si sente più al sicuro mettendo in atto l’esempio antico di Erode: la creatura va soppressa da piccola. Conservatori e reazionari, fondamentalisti di ogni credo, antiabortisti&famiglia, donniste bianche e borghesi sono senz’altro d’accordo. Magari, hanno anche un*amica mostro, perché no, ma nutrono la ferma convinzione che sia necessario impedire la proliferazione, ostacolare la genitorialità, blindare la scuola, i bagni, gli ospedali, gli spogliatoi, i posti di lavoro e di rilievo, appestare e rendere inattraversabile alle creature mostruose ogni ambiente. “Qualcuno pensi ai bambini”, gridano e poi ci pensano così forte che se non possono conformarli allo standard umano che hanno in mente, li fanno fuori.

Alcune delle molte storie di Contro la politica delle briciole esplorano narrativamente proprio questo nodo.

II.

Le creature trans lamentano la sofferenza di non essere riconosciute nei loro nomi e generi di elezione. Si tratta solo di parole? No, non solo. Quando il misgendering e il deadnaming sono intenzionali (non aver previsto protocolli, leggi, consuetudini per riconoscere nomi e generi di elezione ricade nell’ambito dell’intenzionalità) ci troviamo in presenza di valori di riferimento assoluti e indiscutibili che ordinano gli esseri viventi in una rigida gerarchia. Si tratta di una grammatica del genere a cui le persone cis e, soprattutto, le persone trans devono sottostare e uniformarsi. Si tratta di autentica sopraffazione, che genera autentica sofferenza psichica e che ha molti risvolti concreti (cfr. appunto precedente).

Le fluidità dei generi di per sé non sono rivoluzionarie, ma prefigurano cambiamenti e minacciano l’ortodossia, così come nome e generi di elezione mirano a una orizzontalità, un patto fra pari che rischia di minare le gerarchie cristallizzate.

Alcune delle molte storie di Contro la politica delle briciole esplorano narrativamente proprio questo nodo.

III.

La recente sentenza della Corte suprema UK, che riconosce donne solo le persone nate anatomicamente femmine, suona come l’ultima versione del manifesto di quella celebre fattoria: Tutti gli animali sono uguali ma alcuni animali sono più uguali degli altri. Le fazioni donniste che hanno promosso il ricorso hanno in mente proprio quel progetto: lungi dal liberare tutte le creature, vogliono essere partecipi  – effettivamente ne sono state a lungo escluse – dello stesso potere dei padroni maschi bianchi abili etero e cis. Si tratta dunque di farsi spazio nel mondo in cui l’uno per cento degli umani ha dominio e potere sul novantanove per cento delle altre creature, nulla che davvero miri a immaginare un diverso equilibrio. E, d’altronde, mi pare che sia sotto gli occhi di chiunque: una donna in un ruolo apicale può essere una formidabile conservatrice del potere patriarcale. Il donnismo delle varie Maria Rachele Ruiu e Adriana Cavarero protegge quelle frange di società che godono già di quasi tutti i privilegi. Abbiamo tutte le ragioni per pensarne tutto il male possibile.

Io però sono impegnata in una lenta maratona di rilettura del corpus romanzesco di Ursula K. Le Guin e mi sento sfidata a ragionare in maniera meno manichea e – come già fece lei – provare a mettere in crisi la logica assolutizzante del nemico. In uno dei racconti di Contro la politica delle briciole, timidamente, ci ho provato anche io.

Contro la politica delle briciole. La mostruositrans e altre mitologie femministe esce il 18 luglio per i tipi di Tamu edizioni. Venerdì 11 luglio ci sarà una presentazione in anteprima alla libreria Norabook di Torino. Altre presentazioni sono in via di definizione.

Contro la politica delle briciole è illustrato (anche) da Faida Acquifera.

Il primo post di avvicinamento è qui.

Contro la politica delle briciole. Annunciazione 1 di 4

Oops! I did it again

È accaduto lunedì scorso. Ho consegnato all’editore le bozze di Contro la politica delle briciole. La mostruositrans e altre mitologie femministe.

Sì, hai capito bene, questo nuovo libro contiene La mostruositrans (Eris, 2020), già da tempo praticamente esaurita.

Con le sue quattromila copie, si tratta, senza dubbio, del mio libro più venduto. No, l’otto percento di royalties sul prezzo di copertina (sei euri) non mi ha fatta svoltare, tuttavia La mostruositrans ha saputo gratificarmi in altri modi.

Non è tanto la menzione su The vision nella lista dei dieci migliori saggi a tematica LGBTQ+ del 2020, né le interviste e le recensioni. È proprio l’uso che le persone ne hanno fatto. La mostruositrans è stata molto citata, letta ad alta voce, recitata, disegnata, dipinta, danzata persino. E poi ha rotto uova: posso contare almeno dieci persone che si sono scomodate a dirmi cose tipo: “sai, dopo aver letto ho cominciato a farmi delle domande sul mio genere/ho avuto il coraggio di fare coming out/ho rotto gli indugi e cominciato il percorso”. Chi l’avrebbe detto che sessanta paginette potessero toccare nel profondo la vita di altre creature e spingerle a mettersi in azione? Non è l’ambizione più grande di chi scrive? Sì, lo so che non posso prendermi tutto il merito, so che una grossa fetta va all’immaginario mostruoso dispiegato, ma mi sento molto fiera di avergli dato voce e averlo risignificato. Trovo importante che quel lavoro torni in circolazione.

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