Ma sul palco che fai? «La Versione Ufficiale» spiegata (grazie) a Noce

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Quando suonavo nei Disperazione, ai primordi del neolitico, era tutto più semplice. Alla domanda: “che cosa fate?”, rispondevamo: “punk” e andava bene così. A un certo punto ci siamo inventati degli aggettivi da appiccicare e quindi sulle locandine scrivevamo “Disperazione, Orbassano (TO), punk agricolo meticcio”. Facile, no?
Poi è venuta la Brigata Torquemada ed era già più difficile: che cosa facevamo? Folk, world, etnica, fusion, jazz, teatro-canzone, popolare, contaminata, minestrone, caponata?
Boh. Scrivevo presentazioni chilometriche, citavo Artaud, Gozzano e Tina Pica. non so cosa la gente capisse, ma comunque veniva a vederci.
Con il passare degli anni la cosa è andata peggiorando, mi è diventato sempre più difficile provare a spiegare cosa faccio sul palco. Il punto più basso di incomunicabilità forse l’ho toccato con la presentazione di La Versione Ufficiale. Oggi però una ragazza che conosco da poco (e che si chiama Noce) mi ha scritto in chat. Incollo qui sotto la conversazione. Continue reading

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La Versione ufficiale, 11 maggio al Molo di Lilith, Torino

Il 24 marzo scorso La versione ufficiale è approdata al Molo di Lilith, un posto (inutile negarlo) in cui mi trovo bene e faccio tante cose, da spazzare i pavimenti, al saltimbanco.

Un momento di smarrimento del Maestro Sominelli

Un po’ di gente che quella sera se l’era perso ha protestato: “lo vogliamo vedere anche noi”. Un po’ di gente che quella sera c’era invece ha detto: “troppo bello, lo vogliamo rivedere!”
Per non scontentare nessuno, il maestro Luigi Sominelli ed io lo rifacciamo, ma un po’ diverso. Con l’inizio ristrutturato e una canzone in più. Poi, se riesco a chiuderla in tempo, per i bis c’abbiamo una chicca che neanche Frank Sinatra.

Qui e qui racconto un po’ di che si tratta.

La Versione ufficiale il 22 giugno sarà a Milano, seguiranno dettagli.

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In memoria della ruvidità della penna di Luca Rastello

26 aprile 2017. Foto di Uma Ceretto

Il 26 aprile scorso a Torino, al Molo di Lilith, si è reso merito alla ruvidità della penna di Luca Rastello. La serata l’ha messa in piedi Maurizio Pagliassotti insieme a Marco Gobetti, con l’aiuto di Giorgio Morbello e Mauro Ravarino. Tutta gente che Rastello l’ha conosciuto davvero.
Sul palco Pagliassotti ha chiamato anche me. Ma che c’entravo? Qualcuno mi ha chiesto se lo conoscevo. Voleva cioè sapere se Rastello era mio amico. Io ho detto che che no. Nemmeno conoscenti. Ci siamo stretti la mano due volte, ma non abbiamo avuto nulla che potesse somigliare a una conversazione.

La prima volta che ho visto Luca Rastello è stato nel marzo del 2012, a Villar Dora.
Il movimento No Tav aveva organizzato una tavola rotonda dal titolo “Informazione bene comune?”. I segni della gogna mediatica di “pecorella”, l’ultima sevizia inflitta dai media al movimento, erano ancora impressi nelle carni,  il tutto nella cornice in cui Luca Abbà era ancora in ospedale, la mattanza in autostrada viva nella memoria e le righe che avevamo in faccia non potevano che essere le lacrime procurate dallo sgombero della Maddalena e dal confronto ad armi impari del 3 luglio. Il pubblico in sala aveva i nervi a fior di pelle. Forse per quello mi avevano chiamato sul palco, per stemperare il clima con le mie canzonette. Continue reading

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#LaVersioneUfficiale. 24 marzo al Molo di Lilith

Una foto di scena de “La Versione Ufficiale”
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Un albero, se lo osservi a febbraio, sembra uguale a come lo vedi a fine novembre. È spoglio, ha perso le foglie, mostra di sé solo il tronco e i rami. Però è diverso.

Se osservi le gemme, le troverai ingrossate e quelle che porteranno i fiori e i frutti si sono differenziate ulteriormente da quelle che svilupperanno nuovi rami e nuove foglie. La versione ufficiale, lo spettacolo con cui ho debuttato il 12 febbraio scorso a Savona, è così, uno spettacolo di transizione. Assomiglia moltissimo nella struttura ai miei vecchi spettacoli, ma prelude a qualcosa di nuovo che non ho ancora fatto.

La prima replica andrà in scena il prossimo 24 marzo, al Molo di Lilith (via Cigliano 7, Torino).Ora è più vecchio di un mese e apparirà già diverso, più evoluto, di come lo si è visto in terra ligure. È ancora uno spettacolo di monologhi e canzoni, ma in qualche modo racconta una storia (è lì che voglio arrivare prossimamente). La storia del tipo di narrazione di cui sentiamo il bisogno per alzarci ancora il mattino e alimentare un sistema di cose che puzza di morte e putrefazione. Qualche settimana fa lo presentavo così:

In questi tempi di bufale, complottismi, wikipedie e presunti debunkers, servono certezze. I dubbi danno l’insonnia e la mattina c’è da lavorare. La gente non può perdere tempo a far lo spidocchio: ci vuole un prodotto affidabile, una verità di marca, una versione ufficiale in cui credere, a cui obbedire, per la quale combattere. Serve uno spettacolo come questo.

Lo spettacolo inizia non oltre le 22, l’ingresso è libero con tessera ARCI.

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#CominciaAdesso #LaVersioneUfficiale. Doppia motivazione per una trasferta

Poco meno di un anno fa usciva Comincia Adesso. Fughe ed evasioni quotidiane (Eris, 2016), Ne è curatore Simone Scaffidi. Non mi ricordo come ci siamo conosciuti, forse la prima volta ci siamo visti alla Credenza di Bussoleno. Comunque, poi ci siamo rivisti ad Aosta a un concerto della POS. È stato in quella serata che mi ha parlato di un progetto che allora si chiamava ancora #Galere, un’antologia di racconti per mezzo della quale sostenere la Biblioteca Popolare Rebeldies di Cuneo che da anni si occupa di far arrivare libri e testi ai carcerati senza nessuna intermediazione.

Io ho accettato subito. Da un lato mi sembrava doveroso fare una cosa, anche piccola come scrivere un racconto, per scrostare un po’ l’intonaco delle mura delle carceri e dall’altro il tema, la fuga, mi sembrava così pieno di speranza da funzionare da antidoto al cinismo e alla rassegnata disillusione che mi attanaglia nei momenti di crisi. Ne è venuto fuori Pietra fuori, inferno dentro, un racconto che ha già un suo spin-off.

particolare dell’illustrazione che Daniele LaPlaca ha realizzato per Pietra fuori, inferno dentro.

La versione ufficiale è il mio nuovo spettacolo di monologhi e canzoni. Lo presenterei così: Continue reading

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