I predoni ad Aurora

si muovono sempre prima dell’alba

Stamattina è scattata un’imponente operazione di pubblica sicurezza, la definisce così, eufemisticamente, la sindaca Appendino. È in corso lo sgombero dell’Asilo di via Alessandria, una storica occupazione, autentica spina del fianco della progressiva gentrification del quartiere Aurora. Da quando è cominciata la costruzione della Nuvola della Lavazza c’è stata un’accelerazione, ma si tratta dell’ennesimo episodio della guerra ai poveri che si combatte a Torino e in tutto il paese. Centrodestra e centrosinistra prima, Lega e Cinquestelle ora – il blocco intercambiabile che siede al governo, il partito trasversale degli affari –  ridisegnano i territori e le città a uso e consumo del capitale e dei cittadini benestanti. Le persone meno abbienti e quelle che escono fuori dalla norme bianca e borghese vengono sistematicamente espulse o limitate nei loro movimenti.

La cronaca di quanto sta avvenendo la trovate su Radio Black Out. Le premesse sono ben raccontate su Macerie e su Sistema Torino. Io ho provato a dare la mia lettura nel mio spettacolo La punk spiegata alla nonna. Qui sotto trovate una registrazione lo-fi di una prova precedente all’esibizione del 25 gennaio scorso.

Massima solidarietà alle/ai compagnu.

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Sempre in bilico fra altri.immaginari

In copertina La serpentessa di Medusa

La sessualità è un fenomeno assai più variegato di ciò che si trova nei manuali di educazione sessuale: sfumata, ampia, plurale, incomprimibile nelle catalogazioni. I desideri e i godimenti travalicano le categorie di Youporn. Esistono altri corpi, altre prospettive, altri desideri, altre carezze, altre esultanze, altri abbandoni. Raccontare queste alterità è un ‘azione politica. Per contrastare l’omologazione capitalista e patriarcale delle soggettività desideranti è necessario cantare una mappa diversa.

È quanto ha fatto il collettivo altri.immaginari che in una pubblicazione omonima, uscita da poco per Golena edizioni ha raccolto racconti e illustrazioni di 34 autrici, autori, autoru. Continue reading

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La Punk spiegata alla nonna torna in scena il 21 dicembre

Rifare, riprovare, riordinare, ridere
Tre allegri ragazzi morti

I vermi di Darwin
“L’ultimo saggio pubblicato in vita da Darwin si intitola La formazione della terra vegetale per l’azione dei lombrichi con osservazioni intorno ai loro costumi (1881). Ti ricordi, nonna, quando a primavera tornavamo al nostro orto abusivo sulle sponde del Sangone? C’era la terra tutta ricamata di riccioli, un preziosismo fatto dai lombrichi.
Degli esseri reputati insulsi, i vermi: quando dici
“verme” a qualcuno non gli stai facendo un complimento. Eppure i vermi fanno quella cosa lì: bella e importante. Perché “formazione della terra vegetale” vuol dire la terra fertile in cui cresce l’insalatina biologica a quattro euro al cespo che ti compri alla biobottega. Perché senza quell’azione dei lombrichi, ci crescono solo piante indecorose che poi non ti mangi, come il farinello, (chenopodium album), benché sia ampiamente commestibile. E anche lui, il farinello, è un verme che trasforma la terra asciutta dei cantieri in terra viva.
Allora quel piglio aggressivo, quella cazzimma punk (e “cazzimma” sta per puntigliosità aggressiva) è giustificata, perché noi siamo i vermi, i lombrichi, i farinelli e siamo adattate alle vostre terre spoglie, contaminate e sprovviste di vita e le sappiamo trasformare”. Continue reading

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Ricomincio da tre. Alcune cose che ho fatto nel 2018

Il blog è in stato di abbandono da maggio 2017. Potresti pensare che nel frattempo mi sia presa una pausa. Invece no. Ecco almeno tre cose che ho scritto negli ultimi 11 mesi.

Il codice dell’oro (Tabor, 2018) con Mariano Tomatis e Davide Gastaldo.
Il mio contributo si chiama Ospitare l’alieno, è una catena di racconti che prova a rispondere alla domanda: che utilizzo possiamo fare delle storie fantastiche?
Tutte le informazioni le trovi qui.

La punk spiegata alla nonna
Si tratta di un monologo teatrale con canzoni. Nei mesi scorsi è andato in scena in forma di prova aperta. La prima ufficiale sarà al CSA Gabrio di Torino il 21 dicembre prossimo.  Ne è prevista anche un’edizione cartacea. I dettagli più avanti.
“Esiste una filosofia, una modalità di vita che spinge le persone a contrapporsi alle leggi scritte, alle norme non scritte, alle consuetudini, alle convenzioni, ai principi imposti e assoluti, al più becero realismo. È una filosofia che ha e ha avuto tanti nomi. Noi la chiamiamo la punk.
La punk spiegata alla nonna è una seduta medianica in cui una reietta, una non-persona di questo mondo prova a raccontarsi a una non-persona migrata all’altro mondo, l’unica da cui si è sentita compresa”.

Sì trav. Come la militanza No Tav mi ha dato il coraggio di diventare me stessa
Il 2018 è l’anno in cui è iniziata la mia transizione di genere (e questo mio disastratissimo blog sembra non essersene ancora accorto). Racconto gli aspetti politici di questo percorso in una lunga testimonianza ospitata su Giap, il blog del collettivo Wu Ming. Qui la prima puntata. Qui la seconda.

PS: sul finire del 2017 invece ho pubblicato sul blog di Alpinismo Molotov L’ispirazione e il coraggio, un pezzo a cui tengo molto è che presagisce i tre segnalati qui sopra.

Godetevela.

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Ma sul palco che fai? «La Versione Ufficiale» spiegata (grazie) a Noce

Clicca per vedere la criptica locandina

Quando suonavo nei Disperazione, ai primordi del neolitico, era tutto più semplice. Alla domanda: “che cosa fate?”, rispondevamo: “punk” e andava bene così. A un certo punto ci siamo inventati degli aggettivi da appiccicare e quindi sulle locandine scrivevamo “Disperazione, Orbassano (TO), punk agricolo meticcio”. Facile, no?
Poi è venuta la Brigata Torquemada ed era già più difficile: che cosa facevamo? Folk, world, etnica, fusion, jazz, teatro-canzone, popolare, contaminata, minestrone, caponata?
Boh. Scrivevo presentazioni chilometriche, citavo Artaud, Gozzano e Tina Pica. non so cosa la gente capisse, ma comunque veniva a vederci.
Con il passare degli anni la cosa è andata peggiorando, mi è diventato sempre più difficile provare a spiegare cosa faccio sul palco. Il punto più basso di incomunicabilità forse l’ho toccato con la presentazione di La Versione Ufficiale. Oggi però una ragazza che conosco da poco (e che si chiama Noce) mi ha scritto in chat. Incollo qui sotto la conversazione. Continue reading

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