(Non) un gioco da ragazz*. Racconto

Qui di seguito un racconto che anticipa uno scritto più corposo che ho in cantiere. Vale la pena precisare che si tratta di un racconto fantastico: le tre figure parlanti si occupano di magia e sul finale spunta un personaggio la cui stessa esistenza è controversa. Buon solstizio a tutte, tutti, tutt*, tuttu.

Le weird sisters come le vide Orson Welles nel suo Macbeth del 1948

Al centro un grande paiolo. Tre figure gli stanno intorno. Una ha appena finito di rimestare, le altre due si sporgono a guardare.

– Non si vede neanche un po’.
– Se la smetti di muoverlo! Dobbiamo aspettare che la superficie sia ferma.
– Non si vede niente lo stesso.
– Aspetta un secondo, vedi?
– No… ah, ma è buio?
– Buio, sì. Continue reading

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Tutti i cazzi di Leo

Vignetta tratta dal profilo instagram @icazzidileo

Qualche settimana fa Juan Scassa di Le fauci, spazio di critica fumettistica, mi ha chiesto se avessi letto Cinzia di Leo Ortolani e se mi andasse di mettere giù le mie impressioni. Io ovviamente l’avevo letto. Ho recuperato un messaggio/recensione che informalmente avevo scritto a caldo per i miei amici e sodali Franco Berteni e Mariano Tomatis e, a partire da quelle prime impressioni, ho tirato giù un piccolo ragionamento. Lo trovate qui.

Subito sotto ci sono le parole di Antonia Caruso che, anche lei come me, s’è messa a contare i peni a Ortolani. Il pezzo di Antonia è molto importante perché fra le altre cose permette di ragionare su cosa significa scherzare sugli organi genitali delle persone trans.

Buona lettura

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Donne e fantastico: una “fantastica” chiacchierata femminista

Sabato 28 novembre si è svolta una chiacchierata a tre fra Giuliana Misserville, Denise Cappadonia e me. Partendo dall’ultima fatica di Giuliana, Donne e fantastico (Mimesis, 2019), abbiamo parlato per un centinaio di minuti di letteratura fantastica, femminismo e creature mostruose. La registrazione audio dell’evento la trovate qui sotto, suddivisa in brani e indicizzata. Nel brano 07 parlo di un libro senza dirne il titolo. Si tratta di Femminismi futuri (Iacobelli, 2020). La stessa cosa fa Giuliana nel capitolo 09, il libro in questione è Lo spleen di Mompracem (Miraggi, 2011) della sottoscritta. Buon ascolto.

01 – Intro e saluti

02 – Panoramica – Cartella zippata – Urgenza – Lo stigma sul fantastico – Palazzolo Continue reading

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Donne e fantastico, Sui generis e un’altra cosetta

Pochi giorni dopo aver consegnato le bozze di La mostruositrans a Eris mi sono trovata in mano Donne e fantastico (Mimesis, 2019) di Giuliana Misserville. Dopodiché, mentre lo leggevo, mi sono mangiata le mani, perché se lo avessi incontrato prima certe cose del mio libretto forse le avrei impostate diversamente, in maniera ancora più meditata. Ma tant’è, e gli incontri mancati si può solo tentare di trasformarli in altre occasioni di incontro.

Con Giuliana avremmo dovuto incrociarci questa estate al campo femminista di Agape e avremmo dovuto vederci sabato 28 novembre da NoraBook – la libreria in cui ho incontrato il suo libro -, ma la gestione securitaria della pandemia e le sue conseguenze hanno deciso altrimenti. Tuttavia la presentazione di Donne e fantastico che avevamo programmato non è saltata del tutto. Sabato sarò con Denise Cappadonia nella sua libreria e insieme rivolgeremo domande a Giuliana in collegamento da casa sua. Il suo libro è importantissimo a mio avviso, non solo perché dà un primo compendio del fantastico scritto da donne in Italia, ma traccia genealogie preziose, temi e tagli. Insomma, ascoltare Giuliana sarà molto  interessante. Qui i dettagli dell’incontro. Io poi proverò a mettere qui sopra il file audio della conversazione.

Ah, ricordo che Giuliana Misservile sul numero 143 di Leggendaria ha recensito La mostruositrans.

Invece lunedì 16 novembre Continue reading

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Guerra di Stato, stato di guerra e il male minore

Domande che pone l’assemblea antimilitarista torinese

Ieri era il 4 novembre, festa nazionale delle forze armate. Pare che nell’ultimo anno lo Stato abbia destinato alle spese militari 26 miliardi di euro. Tutto questo mentre il paese si chiude in zone rosse, arancioni e gialle. I tanto sbandierati diritti a sanità e istruzione vengono barattati con mine, bombe e spudorata/ipocrita arroganza machista in divisa. Quando l’esercito tornerà nelle strade a vegliare sulla buona condotta di cittadinɘ e cittadinɘ dobbiamo tenere presente che, incidentalmente, è quello l’unico investimento che il governo ha fatto per affrontare la pandemia. Non il potenziamento delle strutture sanitarie, non la garanzia del diritto allo studio, non la tutela economica e sociale delle fasce più deboli e/o esposte, non l’investimento sul trasporto pubblico tanto per citare alcuni aspetti che, sempre incidentalmente, qualcun* potrebbe ritenere prioritari. Continue reading

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