Comunicato di solidaità congiunto di Filo Sottile e Valentine aka Fluida Wolf
La crisi pandemica è un prodotto del neoliberismo. Il dissesto del sistema sanitario, del welfare, scolastico, lo smantellamento delle reti sociali in questi quattordici mesi sono diventate lampanti. Sono queste le condizioni ideali in cui l’azione del capitale si dispiega al meglio: arricchendo i ricchi, impoverendo le persone povere, peggiorando le condizioni di vita delle persone razzializzate, delle donne, delle persone trans e non-eteronormate, di quelle con diversa abilità o che, come le persone piccole, non producono utile.
Ora le temperature si alzano, i contagi scendono, le restrizioni si allentano. Vediamo i viali della nostra città traboccare di dehors e tavolini. È tornata la cosiddetta normalità? Forse. Ma questa normalità è ancora più discriminante di prima e – un esempio fra tanti possibili – i luoghi in cui poter studiare e praticare forme di aggregazione autogestite sono pochi e soggetti a pesantissime limitazioni.
Il 13 maggio scorso, al termine della presentazione di *Postporno* e di *La
mostruositrans*, i/le/lu occupanti dell’aula C1 del Campus Einaudi di Torino avevano rotto i sigilli, riaperto le porte e ricominciato a mettere a disposizione spazi per lo studio, il confronto e la socialità svincolata dal business. Puntualissima l’altro ieri mattina, dopo soli quattro giorni, la repressione si è nuovamente abbattuta su di loro. La polizia ha identificato le persone presenti e posto nuovamente i sigilli. Continua a leggere


