Ma sul palco che fai? «La Versione Ufficiale» spiegata (grazie) a Noce

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Quando suonavo nei Disperazione, ai primordi del neolitico, era tutto più semplice. Alla domanda: “che cosa fate?”, rispondevamo: “punk” e andava bene così. A un certo punto ci siamo inventati degli aggettivi da appiccicare e quindi sulle locandine scrivevamo “Disperazione, Orbassano (TO), punk agricolo meticcio”. Facile, no?
Poi è venuta la Brigata Torquemada ed era già più difficile: che cosa facevamo? Folk, world, etnica, fusion, jazz, teatro-canzone, popolare, contaminata, minestrone, caponata?
Boh. Scrivevo presentazioni chilometriche, citavo Artaud, Gozzano e Tina Pica. non so cosa la gente capisse, ma comunque veniva a vederci.
Con il passare degli anni la cosa è andata peggiorando, mi è diventato sempre più difficile provare a spiegare cosa faccio sul palco. Il punto più basso di incomunicabilità forse l’ho toccato con la presentazione di La Versione Ufficiale. Oggi però una ragazza che conosco da poco (e che si chiama Noce) mi ha scritto in chat. Incollo qui sotto la conversazione. Continua a leggere

La Versione ufficiale, 11 maggio al Molo di Lilith, Torino

Il 24 marzo scorso La versione ufficiale è approdata al Molo di Lilith, un posto (inutile negarlo) in cui mi trovo bene e faccio tante cose, da spazzare i pavimenti, al saltimbanco.

Un momento di smarrimento del Maestro Sominelli

Un po’ di gente che quella sera se l’era perso ha protestato: “lo vogliamo vedere anche noi”. Un po’ di gente che quella sera c’era invece ha detto: “troppo bello, lo vogliamo rivedere!”
Per non scontentare nessuno, il maestro Luigi Sominelli ed io lo rifacciamo, ma un po’ diverso. Con l’inizio ristrutturato e una canzone in più. Poi, se riesco a chiuderla in tempo, per i bis c’abbiamo una chicca che neanche Frank Sinatra.

Qui e qui racconto un po’ di che si tratta.

La Versione ufficiale il 22 giugno sarà a Milano, seguiranno dettagli.

#LaVersioneUfficiale. 24 marzo al Molo di Lilith

Una foto di scena de “La Versione Ufficiale”
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Un albero, se lo osservi a febbraio, sembra uguale a come lo vedi a fine novembre. È spoglio, ha perso le foglie, mostra di sé solo il tronco e i rami. Però è diverso.

Se osservi le gemme, le troverai ingrossate e quelle che porteranno i fiori e i frutti si sono differenziate ulteriormente da quelle che svilupperanno nuovi rami e nuove foglie. La versione ufficiale, lo spettacolo con cui ho debuttato il 12 febbraio scorso a Savona, è così, uno spettacolo di transizione. Assomiglia moltissimo nella struttura ai miei vecchi spettacoli, ma prelude a qualcosa di nuovo che non ho ancora fatto.

La prima replica andrà in scena il prossimo 24 marzo, al Molo di Lilith (via Cigliano 7, Torino).Ora è più vecchio di un mese e apparirà già diverso, più evoluto, di come lo si è visto in terra ligure. È ancora uno spettacolo di monologhi e canzoni, ma in qualche modo racconta una storia (è lì che voglio arrivare prossimamente). La storia del tipo di narrazione di cui sentiamo il bisogno per alzarci ancora il mattino e alimentare un sistema di cose che puzza di morte e putrefazione. Qualche settimana fa lo presentavo così:

In questi tempi di bufale, complottismi, wikipedie e presunti debunkers, servono certezze. I dubbi danno l’insonnia e la mattina c’è da lavorare. La gente non può perdere tempo a far lo spidocchio: ci vuole un prodotto affidabile, una verità di marca, una versione ufficiale in cui credere, a cui obbedire, per la quale combattere. Serve uno spettacolo come questo.

Lo spettacolo inizia non oltre le 22, l’ingresso è libero con tessera ARCI.