Sei proposizioni e un proposito contro il burnout. Il programma (provvisorio) delle prossime uscite

Prima proposizione. Di questi tempi il burnout è come una medaglia al valore. Sta a dimostrare che si è dato tutto, fino all’ultimo, che ci si è immolatx alle sacre divinità: Affidabilità, Flessibilità, Produttività. Ma fare la vittima sacrificale è l’ultima delle mie aspirazioni, anzi, lo dico meglio: non è affatto una mia aspirazione.

Seconda proposizione. Le restrizioni si allentano, il telefono squilla, la mail si intasa e sto ricevendo molte proposte per spettacoli, presentazioni, collaborazioni. Sono molto grata a tutte le persone e le realtà che mi stanno chiamando. Ho davvero voglia di andare in giro, di incontrare vecchix amichx, di fare nuove conoscenze e incrociare percorsi, storie, compagnx.  Tuttavia…

Terza proposizione. Tuttavia, sono esausta. Gli ultimi quindici mesi sono stati durissimi anche per me e sono il culmine di un quadriennio estremamente faticoso ed esaltante, impegnativo e sorprendente, devastante e di riscoperta. Inoltre…

Quarta proposizione. Inoltre lavoro da precaria, a chiamata, e quindi vivo alla giornata, con l’agenda sempre a portata di mano per segnare i giorni/orari in cui lavorerò, senza grandi possibilità di programmare il mio tempo. E poi non posso non menzionare…

Quinta proposizione. Non posso non menzionare il fatto che voglio prendermi cura delle persone che ho intorno. E da ultimo…

Sesta proposizione. Da ultimo, ho in cantiere un libro che dovrebbe uscire in autunno: un progetto che mi richiede tempo, energie e dedizione e al quale tengo molto. E quindi…

E quindi in sintesi: non mi immolo a detestabili divinità (cfr. prima proposizione), tengo a bada l’ingordigia di viaggi e contatti (cfr. seconda proposizione) e limito l’attività live di questa estate. Salvaguardo gli accordi presi da tempo e le date chiuse o in via di chiusura per giugno. Rimando per il momento tutte quelle che mi sono state chieste per luglio e agosto. nelle prossime ore ci saranno aggiornamenti, ma a grandi linee il quadro è questo.

Insomma, al netto delle riduzioni, ci vediamo in giro.

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