Se chiude la punk la crapa campa

La crapa fa le bizze e chiede di affrontare questioni annose che hanno effetti destabilizzanti anche nella vita corrente. Il capitale intorno a noi si mangia la vita, le gioie, le possibilità. Fra le risoluzioni di salute che prendo ce n’è una di alleggerimento, commiato e festa.

Molo di Lilith, 3 agosto 2018. Foto di Max Mavi Viale

Giovedì 11 maggio, per l’ultima volta, andrà in scena La punk spiegata alla nonna. Ho deciso che per allora preparerò un piccolo documento cartaceo. Potreste chiamarlo pieghevole di sala, io preferisco definirlo fanzine. Fra le altre cose conterrà un testo che si conclude così: Continua a leggere

Guàrdati da quel mese se ti è richiesto obbedire. Di nuovo. Qualche considerazione sul rainbow washing, il burn out e il calendario dell’estate

In quel mese lì la cacca di unicorno assume una colorazione arcobaleno

E finalmente eccoci nel mese del rainbow washing, quel mese in cui i brand supposti friendly e persino qualche istituzione vi invitano a millantare amicizie frocie. Quel mese in cui le persone frocie possono fare le loro carnevalate in piazza, a patto che consumino un po’ di più. Quel mese in cui le persone frocie presentabili e meritevoli vengono esposte mediaticamente, le loro lacrimevoli storie raccontate nei particolari più scabrosi. Però in quel mese è anche tutto un fiorire di arcobaleni, sorrisi e “love is love”. Ed è il mese in cui meno ancora degli altri è consentito esternare la propria rabbia e argomentare che misoginia, discriminazione e violenza nei confronti delle persone che hanno orientamenti sessuali/affettivi e identità di genere diverse da quelle etero-cisgender sono la diretta conseguenza di una società ordinata secondo gerarchie patriarcali e sostenuta da politiche capitaliste neoliberali. Questo è anche quel mese in cui chi ha cariche pubbliche e ha firmato provvedimenti liberticidi, razzisti, bellicisti, devastanti per l’ambiente, ha foraggiato associazioni antiabortiste, ha aperto le porte alle privatizzazioni nel sistema sanitario, continua ad amministrare le città a suon di “dehor e decoro”, ha chiuso, sgomberato, soffocato tutti quegli spazi di aggregazione, socialità, cultura sorti dal basso e non legati a logiche di profitto e, in definitiva contribuisce nelle sedi istituzionali alla lotta di classe dei ricchi contro le persone povere e dell’eterocispatriarcato contro quasi tutte le forme di vita, viene in piazza a farsi due selfie e ad appuntarsi al bavero la medaglia di paladino delle libertà neoliberali. Siamo proprio in quel mese lì, divinità radioattiva, e non si regge più.

Ma c’è altro oltre ai dolori del sesto mese dell’anno. Lo so bene che stanchezza cronica, ansia, angoscia, depressione, frustrazione sono sempre più diffuse fra le persone qui in basso. Come dice la saggezza proletaria: “mal comune, zero gaudio”. Risposte ottimali sarebbero: autorganizzazione, mutualismo, contrasto allo sfruttamento lavorativo.  Ci lavoriamo, sibling?

Nel frattempo, nell’immediato, mentre aspettiamo la rivoluzione, a me tocca un minimo di autotutela Continua a leggere

Un densissimo mese corto

4 febbraio 2022 @Norabook, Torino. Da sinistra Cam Pavese, Mariano Tomatis e Filo con gli occhiali guarniti di nastro adesivo ché si erano rotti poco prima. Foto di Cristina Rossi

Carx tutte, cari tuttx, care tutt#,
sono riprese le uscite pubbliche. Lo scorso 4 febbraio ce n’è stata una in casa, da Norabook, a Torino, attorniata da persone che amo e che mi fanno sentire il loro affetto. Pare che sia andata bene, io dal canto mio non ho ancora avuto il coraggio di riascoltare la registrazione, perché quel giorno (in questi giorni) ho attraversato una fase di grande prostrazione psichica. Senz’altro, però, la renderò pubblica quanto prima: gli interventi delle persone che mi hanno accompagnata, Cam Pavese e Mariano Tomatis, meritano di essere divulgati.
Il tour prosegue con una scorreria a oriente, un’immersione sarda, e un’incursione schizoide a nord della linea gotica.
Ecco nel dettaglio le date: Continua a leggere

Miele, margine, molteplicità, mutamento e altre soddisfazioni, anticipazioni, prese di posizione e calendari

9 settembre 2021. “Mostre & Fiere” davanti ai cancelli del Fortino di Chiomonte (Valsusa). Foto di Diego Fulcheri

Domenica 5 settembre sono stata ospite della Cooperativa sociale Be Free. Prima di esibirmi con il mio Mostre & Fiere ho preso parte a una piccola tavola rotonda condotta dalla scrittrice e giornalista Barbara Bonomi Romagnoli. Prima di me è intervenuta la scrittrice e attivista per i diritti delle bambini e dei bambine trans Camilla Vivian. Qui sotto la registrazione dello scambio fra Barbara e me. Gli applausi di apertura sono ancora per Camilla (meritatissimi). Si parla di ailanto (miele di), margine, molteplicità, mutamento, Età dell’Oro (rifiuto della), fluidità, dogane (abbattimento delle). Enjoy it!

A proposito del miele di ailanto. L’altro esempio che avrei potuto fare riguarda il miele di acacia . Si tratta di un miele ampiamente commercializzato, la pianta su cui bottinano le nostre api è la Robinia pseudoacacia, la sua storia non è poi molto diversa da quella dell’ailanto, anche la robinia è stata importata da un altro continente e, come l’ailanto, nei terreni degradati dall’azione dell’uomo ha un comportamento invasivo. In Piemonte ci sono boschi interi composti a gaggia, il nome che a queste latitudini diamo all’acacia. Forse si può ristrutturare l’idea che abbiamo dell’ailanto. Io ci ho provato qui qualche anno fa. Ancora una cosa: Continua a leggere

Avere le carte in regola. Una considerazione e tre segnalazioni

Fine luglio 2021. Murazzi del Po. Sullo sfondo gli stencil di NUDM Torino. Foto di Daniela Sala

Oggi il mio spettacolo La punk spiegata alla nonna fa tre anni dal suo debutto, negli anni scorsi avevo celebrato il completamento delle sue rivoluzioni solari (qui e qui). Quest’anno mi limito a esprimere la soddisfazione per il fatto che sembra non patire il passare del tempo, che ancora ci sono persone che me lo chiedono e non escludo di portarlo ancora in giro. (Qui le indicazioni per leggerne il testo)

Attualmente però sono in full immersion nella scrittura di questo libro che probabilmente si chiamerà Senza titolo di viaggio e potrebbe vedere la luce nella seconda metà di novembre. Interromperò la clausura solo per onorare impegni già presi tempo fa a Brescia, Mantova, Roma. Sto dirottando tutte le altre date di Mostre & Fiere al mese di ottobre.

Una breve considerazione: Senza titolo di viaggio è un’espressione che sembra anche descrivere la situazione attuale del paese. Il governo ci chiede di avere le carte in regola, di adeguare i nostri comportamenti, di perfezionare le nostri posizioni, pena l’impossibilità di muoversi, di incontrarsi, di partecipare alla vita collettiva. Continua a leggere