Quintotipo, la collana di UNO (1), oggetti narrativi non identificati, della casa editrice Alegre, ha chiuso i battenti nel maggio scorso. Oggi, nel decennale della prima uscita, Wu Ming 1 – che l’ha ideata e, insieme a Pietro De Vivo, diretta – ne traccia un bilancio.
In quella schiera di narrazioni sghembe in cui Storia e storie osano la via del molteplice anche io ho lasciato tracce. A fine 2021 la collana ha ospitato il mio Senza titolo di viaggio. Storie e canzoni dal margine dei generi e, nel maggio 2023, tre anni di lavoro a tre teste tre cuori tre coppie di mani ha prodotto Se vi va bene bene se no seghe, tentacolare biografia dialettica di Valerio Minnella.
Oggi, fra le righe delle valutazioni di chiusura, Wu Ming 1 stila una selezione di testi che, anche a distanza di anni dalla pubblicazione, rimangono inequivocabilmente UNO . Fra questi anche Senza titolo di viaggio. Colgo l’occasione per mettere giù pochi appunti che mi riprometto di ampliare non appena ne avrò tempo e forze.
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Melologos. Un laboratorio di fonologia narrativa. Un progetto di Bhutan Clan & Wu Ming. Crowdfunding!
Ho cominciato a desiderare di stare in una band quando avevo quindici anni. Sì, avevo già iniziato a scrivere testi per canzoni, ma la fascinazione che mi spinse a procurarmi un prontuario per gli accordi, spolverare la vecchia chitarra classica recuperata in uno sgombero casalingo e cominciare a scassare le gonadi alle miei amicx affinché cominciassimo a suonare insieme non era solo musicale. Complice il discutibile film di Oliver Stone, mi ero presa una cotta adolescenziale per i Doors. La cosa si era aggravata quando in un bootleg trovato in una fossa comune di musicassette special price avevo scovato questa lunga suite intitolata The celebration of the lizard. Quel miscuglio di poesia, teatro e canzone mi aveva incendiata a dovere.
Riempivo quaderni di ballate, monologhi, copioni e sceneggiature e sentivo che la destinazione finale di quei testi non era la carta stampata, ma il palco: parola viva e sonante pronunciata, declamata, recitata, urlata, cantata davanti a un pubblico. Nei miei appunti su quelle messinscena figurava immancabilmente una band dal vivo. All’inizio partì sghemba: furono solo canzoni e io stavo zitta. L’occasione venne nel 1996, con la mia terza band, i Disperazione. Fui finalmente dispensata dal suonare la chitarra che non era cosa mia, mi piazzai davanti al microfono e, oltre a sbraitarci dentro, iniziai a sperimentare dei monologhetti su pedale che si incistavano nel corpo delle canzoni. Continua a leggere
Un’emergenza «normale». Le persone trans e della comunità LGBTQIA+ nell’emergenza coronavirus

Il banner del diario di queerantena delle Cagne sciolte https://cagnesciolte.noblogs.org/diario-di-una-queerantena/
Su Giap, il blog della Wu Ming Foundation, è appena uscito un mio articolo. In un passaggio dice:
Su un aspetto l’emergenza non ha nulla di eccezionale e ricalca perfettamente la cosiddetta – e tanto invocata in questi giorni – «normalità». I rapporti sociali, le politiche dello Stato, le «autoregolamentazioni del mercato» continuano a essere tagliate su misura su quello che viene percepito come «essere umano normale» – uomo, adulto, bianco, eterosessuale, cisgender, abbiente, normodotato, a piede libero – sulle sue necessità e i suoi bisogni.
Il resto lo trovate qui.
“Superior stabat lupus”. Letture da Favole della dittatura di Leonardo Sciascia
Ci servono letture “sul pezzo”, centrate, aggiornate, che diano ossigeno ai nostri animi e nutrimento ai nostri cervelli. In questi giorni di restrizioni, ho trovato vivificante la lettura di:
- Covid-19: rendere politica la rabbia – Sara Gandini
- Quarantena molotov. Normalissime evasioni. Prima puntata – Alpinismo Molotov
- Non arrendiamoci a “tacere e obbedire” – Nadia Urbinati
- Diario virale / 3. Contro chi sminuisce l’emergenza (1-10 marzo 2020) – Wu Ming
- La viralità del decoro. Controllo e autocontrollo sociale ai tempi del Covid-19 – Wolf Bukowski
- Criminalizzare chi fa jogging e passeggiate: l’ordinanza dell’Emilia-Romagna sotto la lente del giurista – Luca Casarotti
Ma ci serve anche tornare ai “massimi sistemi”: l’astrazione. Scrostare la “narrazione dei fatti” di tutti gli orpelli e andare a capire la parte di quale animale stiamo recitando e chi sta sopra e chi sta sotto. Mi sono tornate in mente e ho avuto desiderio di riprendere in mano le Favole della dittatura di Leonardo Sciascia. Ne ho selezionate alcune e sono qui sotto in un ordine diverso da quello deciso dall’autore.
Clicca sui titoli qui sotto per riprodurli. Buon ascolto.
Il decoro illustrato su Giap!

“Complice”, scrivono i Wu Ming sul loro blog, sicuro, e compagna di passi. Foto ricordo dell’atto fondativo di Alpinismo Molotov. Rocciamelone, Valsusa, 2014. (Sì, anche le persone trans possono avere la barba).
Una segnalazione lampo: oggi – e ne sono onoratissima – su Giap, il blog della Wu Ming Foundation, è stato pubblicato un mio pezzo su Il decoro illustrato. Si tratta di una rielaborazione del testo che apre la versione a stampa del copione dello spettacolo. Lo trovate qui.
Il pezzo si chiude con un’esortazione dei Wu Ming a disintossicarsi dai social e tornare a usare i blog. Mi accodo e colgo l’occasione per ufficializzare che qualche mese fa ho aperto un profilo su Mastodon (@filo_sottile@mastodon.social). In attesa di prenderci davvero confidenza, userò il blog anche per segnalazioni brevi di contenuti che mi paiono interessanti. la prima è sicuramente questa disamina in due puntate: L’amore è fortissimo, il corpo no. 2009 – 2019, dieci anni di esplorazioni tra Giap e Twitter.
Tornerò a ragionarci sopra più avanti.
Grazie alla Wu Ming Foundation tutta.

