Buon anno, ragazzx e ragazzx

Farsi spazio nelle e con le contraddizioni. Una sentenza che può far comodo

un certo tipo di carta ben alimenta un certo tipo di fuochi

Il 20 dicembre scorso ho ricevuto la telefonata dell’avvocato che mi ha accompagnata in tribunale per il mio cambio anagrafico. Questa volta aveva il sorriso nella voce.

– Filo! Ho qui davanti la sentenza. Tutto a posto. Hanno accolto tutte le nostre richieste.
– Olè! Non ci speravo quasi più.

Proprio in quei giorni, a oltre un anno dalla presentazione della domanda in tribunale, a quarantatré mesi dall’avvio ufficiale del mio percorso di affermazione di genere, decisa a sottrarmi a ogni altro ulteriore esame, prendevo informazioni sulla procedura per sostituire il nome che mi è stato assegnato alla nascita con “Filo”. Pazienza per “mena” e affanculo al genere. Si può fare in anagrafe con una marca da bollo, senza avvocati, perizie, relazioni, giudici, tribunali, scartoffie, una cosa relativamente semplice. Infatti è un’opportunità pensata per le persone cisgender: non dà diritto a interventi chirurgici mutuabili, lascia inalterato il genere imposto e preclude nomi diversamente genderizzati. Sono fortunata, non ce n’è stato bisogno, mi è andata bene. Dopo lungo penare la giudice si è convinta: sono Filomena anche per lo stato italiano.
– Adesso cosa succede? Continua a leggere

Dichiarazioni di voto, lingua che cambia, assenza di titoli di viaggio, annunci di azioni e… viaggi

Sono state settimane molto intense e mi sono persa dei pezzi per strada. Due li recupero qui con l’aggiunta di alcuni importanti annunci.

Una dichiarazione di voto?

25 settembre 2021. “Mostre & Fiere” alla Casa del quartiere di via Baltea, Torino. Foto di Maddalena Marchetto

Torino è la città in cui lavoro, in cui vivono persone che amo e in cui faccio attivismo transfemminista. Vivo in un paese che di quella città metropolitana fa parte. Le cose che avvengono nel capoluogo mi toccano non solo come sento mi riguardi ogni avvenimento dell’universo, coinvolgono proprio il mio quotidiano. Non potevo quindi evitare di prendere posizione sull’elezione del nuovo sindaco della città, un appuntamento elettorale che vedeva contrapposti due diversi brand accomunati da un unico programma. Il 25 settembre scorso, durante una replica di Mostre & Fiere per l’associazione In the ghetto, proprio nel giorno dell’istituzionalissimo pride torinese, mi sono espressa in questo modo:

La canzone che canto è una mia versione di Baby, I’m anarchist degli Against me. Il verso “sfili abbracciata con sbirri e Appendino” alla luce dell’esito elettorale è stato sostituito con “sfili abbracciata con il sindaco piddino”. L’allusione al poliziesco della prima versione mi pare che comunque non si perda menzionando il partito che ha istituito quelli che oggi si chiamano CPR e che ha contribuito a criminalizzare la lotte autorganizzate dal basso. A conferma poi che il programma di Lo Russo e Da Milano è lo stesso: il primo annuncio del nuovo insediato è stato il rientro del capoluogo piemontese nell’Osservatorio sulla Torino-Lione, l’organo consultivo che al massimo può decidere come spartirsi le compensazioni alla devastazione sociale, ambientale economica dell’opera ma che non ha alcuna voce in capitolo per valutarne l’opportunità. Se avesse vinto Da Milano, invece, avrebbe fatto la stessa cosa! Cosa significa fare il Tav durante una pandemia, mentre ti chiedono di rimboccarti le maniche, lavorare duro, rassegnarti a un’assistenza sanitaria inesistente, evitare di lamentarti? Significa drenare la risorse, esaurire le energie, piegare le vite, incatenare le esistenze delle persone al profitto di pochissimi. Continua a leggere

Sei trans*? La lotta alla transfobia si fa dal basso e a partire dai bisogni

Ci sono azioni politiche che partono dal basso, con l’autorganizzazione, e che hanno per fulcro i bisogni reali delle persone. Quella che sta mettendo in piedi il gruppo informale Sei trans*? in Piemonte è senz’altro una di queste.

Gli adesivi autoprodotti da “Sei trans*?”

L’iniziativa, in un primo tempo, è volta alla raccolta di dati, testimonianze, informazioni. A questo scopo è stato elaborato un questionario (in italiano, francese, inglese, spagnolo): è liberamente accessibile sul blog seitrans.noblogs.org. A Torino e in altri centri del Piemonte e della Val d’Aosta stanno facendo la loro comparsa degli adesivi con un QR code che punta direttamente al blog. In una seconda fase sono in previsione delle azioni di pressione sulle istituzioni al fine di accrescere le risorse investite sui servizi per la salute delle persone trans, rendere universale l’accesso, snellire le code, puntare sulla formazione di nuovo personale.

Nel frattempo, Sei Trans*? ha organizzato per il prossimo 7 settembre una discussione/confronto/intorno a STAR, la recente ripubblicazione, a cura di Edizioni Minoritarie, della fanzine del collettivo statunitense Azione rivoluzionaria travestit* di strada, del quale furono fondatrici e animatrici, fra le altre, Sylvia Rivera e Marsha P. Johnson. La nuova edizione è corredata di materiale inedito. Se ne parlerà con l’editrice e attivista trans/femminista Antonia Caruso e la traduttrice femminista e pornoattivista Valentine aka Fluida Wolf in una disposizione seminariale e di confronto più che di presentazione frontale. Qui il link all’evento, che si svolgerà presso la Libreria Nora Book & Coffee di Torino.

Il patriarcato è sistemico. (Annullata la data di Firenze)

Oggi era previsto che io partissi alla volta di Firenze per poter partecipare al Festival della letteratura sociale organizzato da Polveriera. Ero felice di esibirmi – il mio primo spettacolo dopo sette mesi di pausa forzata – ed ero felice di riabbracciare persone care che lo avrebbero attraversato.

In questi giorni sono stata avvisata che durante il festival ci sarebbero state delle azioni di disturbo per sanzionare una vicenda di violenza sessista agita da una persona che ha frequentato l’assemblea di Polveriera e di cui lo spazio non si sarebbe fatta carico.

Non entro nel merito della vicenda, conosco poco la realtà fiorentina e nelle ultime quarantotto ore ho sentito così tante versioni discordanti che non avrebbe alcun senso che mi mettessi a sentenziare. Mi preme, a caldo, sulla scorta di situazioni analoghe che ho visto accadere a Torino, fare una sola considerazione generale. Continua a leggere

Il mio cuore batte a ovest. Aggiornamenti, registrazioni e appuntamenti

Il presidio di San Didero in un’alba di febbraio 2021

Sono stati giorni concitati, pesanti, esaltanti, duri. Potremmo dire che aprile è il mese più crudele, ma la crudeltà sta altrove, in un’entità che ha gli occhi puntati al profitto, un cuore che pompa ingiustizie, un cervello alimentato con il furto legalizzato e una scatola cranica costituita di sbarre e recinzioni. Talvolta veste la divisa e sa fare almeno due distinte voci. Con una parla di sicurezza, di legalità, di ripresa e di sacrificio per tornare alla normalità (qualunque cosa significhi) e con l’altra voce si vanta di sparare lacrimogeni in faccia alle persone. Esprimo qui tutta la mia solidarietà e vicinanza a Giovanna, scientemente colpita in viso.

Negli scorsi mesi ho potuto frequentare il presidio di San Didero. Al di là della sua importanza politica e della legittimità del movimento No Tav di difendere quel fazzoletto di terra in rinascita dall’ennesima inaccettabile furia cementificatrice, mi ci sono proprio affezionata a quel posto. Il calore umano che vi ho trovato è senza prezzo e ha un profumo promettente, un non so che di un mondo venturo. Potentissima anche la mobilitazione di questi giorni, a dispetto dei tempi di reclusione.

Però ho trascurato di dire alcune cose. Eccole sinteticamente: Continua a leggere