Far finta di esserne fuori (prova aperta) + due mostruose uscite

Sulla costa del libretto di Il Decoro illustrato, c’è scritto “volume 0”. Significa che già durante le prove aperte ero cosciente che quello che avevo da dire sulla questione della circolazione dei corpi, sulla loro accessibilità allo spazio pubblico e sulla criminalizzazione/criminizzabilità di alcuni di essi, non si sarebbe esaurito in quei novanta minuti di spettacolo.

Poi è venuta la pandemia. Barriere, transenne, coprifuoco, divieti, regolamenti, prescrizioni, decreti: ad alcuni corpi hanno reso l’esistenza – sempre con lo stesso schema classista, razzista, abilista, sessista, binario – ancora più ardua. Dalla cronaca di quei giorni è venuta fuori una piccola performance – Pesci rossi – un capitolo ulteriore nel solco della critica alle logiche del decoro.

Con il lento (lentissimo) allentarsi delle restrizioni lo spettacolo maggiore ha ripreso ad andare in giro. Certo, l’esperienza della gestione pandemica – oltre a falcidiarne le date – lo aveva segnato e leggermente modificato, ma l’impianto rimaneva quello. Il che mi frustrava un bel po’: continuavo a dirmi: “dovrei scucire il copione, tagliare, modificare, integrare, riscrivere”. Ma il tempo mancava: ero impegnata in altri progetti, desiderosa di lavorare su altro materiale e, soprattutto, mi mancava un buon punto d’entrata alla questione. Un po’ rassegnata mi dicevo: “un’altra promessa fallita, non ci sarà nessun seguito di Il decoro illustrato“.

Poi, nei miei mesi bui del 2023, è arrivata una richiesta: “Filo, ce lo scrivi uno spettacolo sul carcere?” Non mi sentivo l’energia di fare un bel niente, eppure, non so come né perché, ho detto sì. A fine agosto ho cominciato a lavorarci e adesso sono alla vigilia di una prima verifica in scena: sabato 14 ottobre farò una prova aperta (*) con il materiale che ho in mano attualmente. Provvisoriamente si intitola Far finta di esserne fuori e per ora si presenta così: Continua a leggere

Un densissimo mese corto

4 febbraio 2022 @Norabook, Torino. Da sinistra Cam Pavese, Mariano Tomatis e Filo con gli occhiali guarniti di nastro adesivo ché si erano rotti poco prima. Foto di Cristina Rossi

Carx tutte, cari tuttx, care tutt#,
sono riprese le uscite pubbliche. Lo scorso 4 febbraio ce n’è stata una in casa, da Norabook, a Torino, attorniata da persone che amo e che mi fanno sentire il loro affetto. Pare che sia andata bene, io dal canto mio non ho ancora avuto il coraggio di riascoltare la registrazione, perché quel giorno (in questi giorni) ho attraversato una fase di grande prostrazione psichica. Senz’altro, però, la renderò pubblica quanto prima: gli interventi delle persone che mi hanno accompagnata, Cam Pavese e Mariano Tomatis, meritano di essere divulgati.
Il tour prosegue con una scorreria a oriente, un’immersione sarda, e un’incursione schizoide a nord della linea gotica.
Ecco nel dettaglio le date: Continua a leggere

Buon anno, ragazzx e ragazzx

Farsi spazio nelle e con le contraddizioni. Una sentenza che può far comodo

un certo tipo di carta ben alimenta un certo tipo di fuochi

Il 20 dicembre scorso ho ricevuto la telefonata dell’avvocato che mi ha accompagnata in tribunale per il mio cambio anagrafico. Questa volta aveva il sorriso nella voce.

– Filo! Ho qui davanti la sentenza. Tutto a posto. Hanno accolto tutte le nostre richieste.
– Olè! Non ci speravo quasi più.

Proprio in quei giorni, a oltre un anno dalla presentazione della domanda in tribunale, a quarantatré mesi dall’avvio ufficiale del mio percorso di affermazione di genere, decisa a sottrarmi a ogni altro ulteriore esame, prendevo informazioni sulla procedura per sostituire il nome che mi è stato assegnato alla nascita con “Filo”. Pazienza per “mena” e affanculo al genere. Si può fare in anagrafe con una marca da bollo, senza avvocati, perizie, relazioni, giudici, tribunali, scartoffie, una cosa relativamente semplice. Infatti è un’opportunità pensata per le persone cisgender: non dà diritto a interventi chirurgici mutuabili, lascia inalterato il genere imposto e preclude nomi diversamente genderizzati. Sono fortunata, non ce n’è stato bisogno, mi è andata bene. Dopo lungo penare la giudice si è convinta: sono Filomena anche per lo stato italiano.
– Adesso cosa succede? Continua a leggere

Al fianco di Cenerentolɘ! Confermato il minitour in Lombardia

“Non temerai i terrori della notte”

Il covid-19 è più contagioso di notte? Pare di sì. Il presidente della Lombardia seguendo questa intuizione ha anticipato tutte le forze che governano le altre regioni e la nazione intera, ha dribblato la falsa credenza che potesse essere in qualche modo utile rivedere l’organizzazione e destinare fondi, spazi e forza lavoro alla sanità pubblica e ha puntato le sue fiche sul provvedimento che sempre si è dimostrato efficace in ogni situazione bellica: il coprifuoco. É indubitabile: è la sola misura che ci preserva dal contagio illecito. Continua a essere lecito invece lo scambio di virus sui posti di lavoro e sui mezzi pubblici affollati.

Boutade a parte, c’è aria di serrata e dalle ventitré tuttɘ a casa. Parliamo un secondo dell’orario? Manco mezzanotte, le ventitré! È chiaro, è una misura anti-Cenerentola. Le sorellastre mantenute ci vanno lo stesso al ballo, la sottoproletaria e senzadiritti Cenerentola, invece deve chiedere alla fatina una magia diversa, che le cambi orario e condizioni di lavoro e le permetta di godere del conforto delle sue amichɘ e dei suoi amichɘ.  Continua a leggere

Un altro agosto. Altre schegge, altre derive.

L’anno scorso, proprio in questi giorni, uscivo con un lungo post che celebrava il primo compleanno dello spettacolo La punk spiegata alla nonna e annunciava i progetti futuri. I transiti della punk continuano e ho diversi progetti in cantiere, ma quest’anno sarò più laconica. Il periodo non è dei più semplici, complice lo strappo del lockdown (ancora non sono riuscita a metabolizzarlo) e l’incertezza per il futuro che pesa (anche) su di me come performer, scrittrice, lavoratrice nel comparto culturale e aspirante bibliotecaria.

La locandina della prossima data al Vis Rabbia di Avigliana

La punk e Il decoro illustrato hanno ripreso timidamente a girare, negli spazi che coraggiosamente e fra mille difficoltà stanno riaprendo i battenti, affiancate da Mostre & fiere e dalle presentazioni di La mostruositrans.

Come già annunciato qui, per il mese di agosto non ho preso date, ma non sono inoperosa. Il cantiere di Mostre & Fiere è ancora aperto, prendo appunti per altri due futuri progetti e, soprattutto, sto collaborando a un libro autobiografico (non mio!) che mi entusiasma molto e di cui mi riservo di parlare più avanti. Nel frattempo, si cominciano a delineare appuntamenti per l’autunno. Rimanete sintonizzatu (qui nella colonna di destra gli appuntamenti più prossimi e nelle pagine degli spettacoli i calendari aggiornati) e sentitevi liberu di contattarmi per proposte.

In attesa di vederci di nuovo, alcune segnalazioni. Continua a leggere