Quintotipo, la collana di UNO (1), oggetti narrativi non identificati, della casa editrice Alegre, ha chiuso i battenti nel maggio scorso. Oggi, nel decennale della prima uscita, Wu Ming 1 – che l’ha ideata e, insieme a Pietro De Vivo, diretta – ne traccia un bilancio.
In quella schiera di narrazioni sghembe in cui Storia e storie osano la via del molteplice anche io ho lasciato tracce. A fine 2021 la collana ha ospitato il mio Senza titolo di viaggio. Storie e canzoni dal margine dei generi e, nel maggio 2023, tre anni di lavoro a tre teste tre cuori tre coppie di mani ha prodotto Se vi va bene bene se no seghe, tentacolare biografia dialettica di Valerio Minnella.
Oggi, fra le righe delle valutazioni di chiusura, Wu Ming 1 stila una selezione di testi che, anche a distanza di anni dalla pubblicazione, rimangono inequivocabilmente UNO . Fra questi anche Senza titolo di viaggio. Colgo l’occasione per mettere giù pochi appunti che mi riprometto di ampliare non appena ne avrò tempo e forze.
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Un anno “Senza titolo di viaggio”, i passi della danza di oggi, i prossimi appuntamenti
Il 9 dicembre casca l’anniversario di uscita di Senza titolo di viaggio. Questo libro che non è un memoir, non è un romanzo, non è un saggio, non è una sceneggiatura di musical, non è un collage di aneddoti, non è critica queer, non è un catalogo di letteratura fantastica e nemmeno di canzoni straccione. Non è nessuna di queste cose perché è anche ognuna di queste cose. È – programmaticamente – quell’anche, sceglie di muoversi in quell’anche. È congiunzione e articolazione. È quello spazio di mezzo in cui c’è aria respirabile e possibilità di tendersi la mano o qualsiasi altra parte del corpo che permetta di tastare, conoscere, stare insieme. E quindi oltre i binarismi – per esempio le contrapposizioni serio-faceto, riflessione-narrazione, singolare-plurale, alto-basso, pop-underground, naturale-artificiale, Stanlio-Ollio –, spinta dalla solita urgenza punk, ho unito pezze di teoria queer, brandelli di esperienze, strisce di conversazioni, trame di storie, fibre di pensiero radicale con l’obiettivo di farci una fune. Il tentativo era di farla lunga abbastanza e resistente il giusto per calarsi giù dalla cella in cui le nostre istanze sono richiuse. Questa che ho fatto non è la fune definitiva, perché non c’è una fuga definitiva, né una sola cella, né una fune che possa essere rivendicata da una sola persona. Le nostre fughe sono/continuano a essere un movimento antitetico a quello diretto dal capitale e dagli stati nazione. Quel movimento che è l’eterna ricombinazione modulare e seriale di omologazione, intruppamento, messa a reddito, atomizzazione, dispersione. Il nostro movimento invece è composito e multilivello, un’articolazione complessa. Oggi ipotizzo che sia composto di Continua a leggere
Santo futuro, calendario di settembre, in fondo a sinistra…
Buongiorno, diamoci un benvenutx in questo autunno 2022. Che odore fa l’aria? E la temperatura? State accumulando un numero di coperte di lana sufficienti a non farvi accendere i termosifoni? Confidate che il riscaldamento globale ci regalerà un inverno particolarmente mite?
Sia come sia: il clima elettorale non fa presagire nulla di buono. La destra-destra ci promette autentiche politiche di destra e ci dà l’impressione che sia in grado di tenere fede a quanto dichiara, la destra-sinistra ci chiede un voto per scongiurare il pericolo della destra-destra e poter proseguire con l’ormai trentennale tradizione delle politiche di destra-mancina. Nel mese di agosto ho riletto per intero Il suffragio universale di Errico Malatesta, credo che mi atterrò ancora una volta alle sue preziose indicazioni, ma sono molto preoccupata. Qualunque sia l’esito delle urne prevedo friddu e fame.
Domanda: sapremo costruire dal basso, fuori dagli emicicli in cui si ratificano le indicazioni dei signori delle guerre, dell’energia, del capitale finanziario, quelle intese operative e quelle azioni radicali capaci di fronteggiare questa fase? Mi sforzo ancora una volta di pronunciare quell’adagio: “lasciamo il pessimismo a tempi migliori”. Su un piano più terra-terra, io ricomincio ad andare in giro. Inizio con tre date piemontesi (anche fuori dal capoluogo). Eccole: Continua a leggere
Guàrdati da quel mese se ti è richiesto obbedire. Di nuovo. Qualche considerazione sul rainbow washing, il burn out e il calendario dell’estate
E finalmente eccoci nel mese del rainbow washing, quel mese in cui i brand supposti friendly e persino qualche istituzione vi invitano a millantare amicizie frocie. Quel mese in cui le persone frocie possono fare le loro carnevalate in piazza, a patto che consumino un po’ di più. Quel mese in cui le persone frocie presentabili e meritevoli vengono esposte mediaticamente, le loro lacrimevoli storie raccontate nei particolari più scabrosi. Però in quel mese è anche tutto un fiorire di arcobaleni, sorrisi e “love is love”. Ed è il mese in cui meno ancora degli altri è consentito esternare la propria rabbia e argomentare che misoginia, discriminazione e violenza nei confronti delle persone che hanno orientamenti sessuali/affettivi e identità di genere diverse da quelle etero-cisgender sono la diretta conseguenza di una società ordinata secondo gerarchie patriarcali e sostenuta da politiche capitaliste neoliberali. Questo è anche quel mese in cui chi ha cariche pubbliche e ha firmato provvedimenti liberticidi, razzisti, bellicisti, devastanti per l’ambiente, ha foraggiato associazioni antiabortiste, ha aperto le porte alle privatizzazioni nel sistema sanitario, continua ad amministrare le città a suon di “dehor e decoro”, ha chiuso, sgomberato, soffocato tutti quegli spazi di aggregazione, socialità, cultura sorti dal basso e non legati a logiche di profitto e, in definitiva contribuisce nelle sedi istituzionali alla lotta di classe dei ricchi contro le persone povere e dell’eterocispatriarcato contro quasi tutte le forme di vita, viene in piazza a farsi due selfie e ad appuntarsi al bavero la medaglia di paladino delle libertà neoliberali. Siamo proprio in quel mese lì, divinità radioattiva, e non si regge più.
Ma c’è altro oltre ai dolori del sesto mese dell’anno. Lo so bene che stanchezza cronica, ansia, angoscia, depressione, frustrazione sono sempre più diffuse fra le persone qui in basso. Come dice la saggezza proletaria: “mal comune, zero gaudio”. Risposte ottimali sarebbero: autorganizzazione, mutualismo, contrasto allo sfruttamento lavorativo. Ci lavoriamo, sibling?
Nel frattempo, nell’immediato, mentre aspettiamo la rivoluzione, a me tocca un minimo di autotutela Continua a leggere
Cose che succedono nei prossimi 11 giorni
Apparentemente chiodo schiaccia chiodo e quest’altra emergenza sembra offuscare quell’altra. Comunque sia, è primavera e si ricomincia a muovere il culo (come se avessimo mai smesso di dimenarlo). Ecco cosa succede nei prossimi giorni.
- Sul numero di Jacobin Italia che è uscito oggi, Le malelingue, c’è un mio articolo. Torno ancora a riflettere con bell hooks intorno al margine e alle sue possibilità e a ribadire che se lingua e linguaggio sono terreno di contesa (e lo sono) anche lì facciamo picchetto e ci prendiamo lo spazio e il tempo per esistere. A corredo del pezzo una monumentale illustrazione di Percy Bertolini.
Proprio con Percy domani, 25 marzo, presentiamo Da sola, la sua graphic novel, uscita di recente per Diabolo Edizioni. Probabilmente ci impegneremo a mostrare che le persone trans possono evadere dalle nicchie assegnate, smettere di parlare solo di “cose trans” e guardare al cosmo indossando lenti plurali, mutanti, orchestrali, estemporanee. Almeno ci proviamo. Spoiler: lo sapevate che i paesaggi brutalisti di “Da sola” sono ispirati a un noto centro delle Marche? Saremo da Nora Book & Coffee (Torino) allle 18. Ah, è necessario prenotare.- Sabato 26 marzo, alle 21, parteciperò a Scioglilingua, la spring school su lingua, linguaggio e narrazioni organizzata da Almaterra presso la loro sede in Torino. Dialogherò con la traduttrice e attivista Marie Moïse. Nell’ultimo numero di Jacobin c’è anche un suo articolo. L’ingresso alla serata è libero.
- Venerdì 1 aprile – no, non è uno scherzo – sarò allo spazio sociale TNT di Jesi (AN) a presentare Senza titolo di viaggio
- Sabato 2 aprile – ancora fra le braccia accoglienti di compagnx marchigianx – presenterò Senza titolo di viaggio al CSA Officina Trenino di Porto San Giorgio (FM)
- Domenica 3 aprile doppio appuntamento a Casa Bettola (Reggio Emilia). Nel pomeriggio presentazione di Senza titolo di viaggio, mentre in serata va in scena lo spettacolo Mostre & Fiere

