Un contro-esorcismo antifascista per Maja

Locandina dell’evento del 1 febbraio 2026

Maja T è unx attivista antifascista e queer della Germania orientale illegalmente estradatx in Ungheria. La corte magiara lx imputa un’aggressione ai danni di un neonazista presente alle celebrazioni per il Giorno dell’onore. Il nostalgico sostenitore del III Reich ha riportato ferite guaribili in otto giorni, non ha sporto denuncia e, davanti al giudice, afferma non aver mai visto Maja in vita sua. Non esistono video, foto o altra documentazione che provi che Maja possa essere responsabile dell’aggressione. Maja, tuttavia, si trova in regime di massima sicurezza, in isolamento e rischia di scontare una pena di ventiquattro anni.

Domenica 1 febbraio una serie di soggettività valsusine, con l’intima complicità del Movimento No Tav, hanno organizzato una giornata per portare l’attenzione su quanto lx sta accadendo.

Alle 12, al Presidio No Tav di San Giuliano, si è svolto un pranzo benefit spese legali coronato da una chiacchiera informativa. Alle 16, al Polivalente di San Didero è stato proiettato il documentario The trials di Marta Massa, seguito da un intervento del collettivo Free all antifas e dalla presentazione di Nel nido dei serpenti, l’ultimo fumetto di Zerocalcare.

Ho dato all’iniziativa due piccoli contributi. Subito dopo la proiezione, ho letto ad alta voce un cut-up delle lettere di Maja. Ne sono state tradotte tre in italiano, scritte in momenti diversi e con diversi stati d’animo. La più recente è dell’ottobre scorso; la più antica – anche questa tradotta da Free all antifas – è di febbraio 2025, scritta in occasione del rifiuto di patteggiare una reclusione di quattordici anni. In mezzo c’è quella uscita in aprile sulle pagine del quotidiano Domani. Ho estrapolato brani da tutte e tre le lettere e li ho rimontati in un collage che, oltre a riassumere la situazione, spero, possa restituire il profumo della forza d’animo di Maja.

Nel corso della presentazione di Zerocalcare, Mattia Tombolini di Momo edizioni, co-editore di Nel nido dei serpenti, mi ha dato chiesto di provare a leggere da un’ottica di genere ciò che accade a Maja. Sono andata a braccio ma avevo in mente un canovaccio scritto nelle ore precedenti. Nel corso dell’intervento ho sentito che – less is more – potevo anche lasciare aperto il finale e omettere la chiusa “propositiva” che avevo immaginato. Qui di seguito incollo sia la lettera che il brogliaccio dell’intervento così come l’avevo originariamente immaginato.

In coda all’evento ho discusso e riflettuto con un po’ di persone. Devo a questo confronto collettivo la piccola postilla che trovi in fondo.

Invito caldamente alla lettura integrale delle lettere di Maja e a sostenere la campagna di Free all antifas. Aggiungo che mi sento profondamente debitrice a Silvia Ugolini per avermi snidata e coinvolta.

Maja in tribunale

Lettera di Maja – un cut-up

Vi voglio parlare con sincerità: oscillo tra lo sconforto e l’allegria sfrenata, tra la tristezza e la rabbia. Mi faccio forza, tocco il fondo, sono euforica e poi nuovamente vicino alla disperazione, pensieri presuntuosi seguono una rassegnazione meschina. Continua a leggere

Dichiarazioni di voto, lingua che cambia, assenza di titoli di viaggio, annunci di azioni e… viaggi

Sono state settimane molto intense e mi sono persa dei pezzi per strada. Due li recupero qui con l’aggiunta di alcuni importanti annunci.

Una dichiarazione di voto?

25 settembre 2021. “Mostre & Fiere” alla Casa del quartiere di via Baltea, Torino. Foto di Maddalena Marchetto

Torino è la città in cui lavoro, in cui vivono persone che amo e in cui faccio attivismo transfemminista. Vivo in un paese che di quella città metropolitana fa parte. Le cose che avvengono nel capoluogo mi toccano non solo come sento mi riguardi ogni avvenimento dell’universo, coinvolgono proprio il mio quotidiano. Non potevo quindi evitare di prendere posizione sull’elezione del nuovo sindaco della città, un appuntamento elettorale che vedeva contrapposti due diversi brand accomunati da un unico programma. Il 25 settembre scorso, durante una replica di Mostre & Fiere per l’associazione In the ghetto, proprio nel giorno dell’istituzionalissimo pride torinese, mi sono espressa in questo modo:

La canzone che canto è una mia versione di Baby, I’m anarchist degli Against me. Il verso “sfili abbracciata con sbirri e Appendino” alla luce dell’esito elettorale è stato sostituito con “sfili abbracciata con il sindaco piddino”. L’allusione al poliziesco della prima versione mi pare che comunque non si perda menzionando il partito che ha istituito quelli che oggi si chiamano CPR e che ha contribuito a criminalizzare la lotte autorganizzate dal basso. A conferma poi che il programma di Lo Russo e Da Milano è lo stesso: il primo annuncio del nuovo insediato è stato il rientro del capoluogo piemontese nell’Osservatorio sulla Torino-Lione, l’organo consultivo che al massimo può decidere come spartirsi le compensazioni alla devastazione sociale, ambientale economica dell’opera ma che non ha alcuna voce in capitolo per valutarne l’opportunità. Se avesse vinto Da Milano, invece, avrebbe fatto la stessa cosa! Cosa significa fare il Tav durante una pandemia, mentre ti chiedono di rimboccarti le maniche, lavorare duro, rassegnarti a un’assistenza sanitaria inesistente, evitare di lamentarti? Significa drenare la risorse, esaurire le energie, piegare le vite, incatenare le esistenze delle persone al profitto di pochissimi. Continua a leggere

Miele, margine, molteplicità, mutamento e altre soddisfazioni, anticipazioni, prese di posizione e calendari

9 settembre 2021. “Mostre & Fiere” davanti ai cancelli del Fortino di Chiomonte (Valsusa). Foto di Diego Fulcheri

Domenica 5 settembre sono stata ospite della Cooperativa sociale Be Free. Prima di esibirmi con il mio Mostre & Fiere ho preso parte a una piccola tavola rotonda condotta dalla scrittrice e giornalista Barbara Bonomi Romagnoli. Prima di me è intervenuta la scrittrice e attivista per i diritti delle bambini e dei bambine trans Camilla Vivian. Qui sotto la registrazione dello scambio fra Barbara e me. Gli applausi di apertura sono ancora per Camilla (meritatissimi). Si parla di ailanto (miele di), margine, molteplicità, mutamento, Età dell’Oro (rifiuto della), fluidità, dogane (abbattimento delle). Enjoy it!

A proposito del miele di ailanto. L’altro esempio che avrei potuto fare riguarda il miele di acacia . Si tratta di un miele ampiamente commercializzato, la pianta su cui bottinano le nostre api è la Robinia pseudoacacia, la sua storia non è poi molto diversa da quella dell’ailanto, anche la robinia è stata importata da un altro continente e, come l’ailanto, nei terreni degradati dall’azione dell’uomo ha un comportamento invasivo. In Piemonte ci sono boschi interi composti a gaggia, il nome che a queste latitudini diamo all’acacia. Forse si può ristrutturare l’idea che abbiamo dell’ailanto. Io ci ho provato qui qualche anno fa. Ancora una cosa: Continua a leggere

Il mio cuore batte a ovest. Aggiornamenti, registrazioni e appuntamenti

Il presidio di San Didero in un’alba di febbraio 2021

Sono stati giorni concitati, pesanti, esaltanti, duri. Potremmo dire che aprile è il mese più crudele, ma la crudeltà sta altrove, in un’entità che ha gli occhi puntati al profitto, un cuore che pompa ingiustizie, un cervello alimentato con il furto legalizzato e una scatola cranica costituita di sbarre e recinzioni. Talvolta veste la divisa e sa fare almeno due distinte voci. Con una parla di sicurezza, di legalità, di ripresa e di sacrificio per tornare alla normalità (qualunque cosa significhi) e con l’altra voce si vanta di sparare lacrimogeni in faccia alle persone. Esprimo qui tutta la mia solidarietà e vicinanza a Giovanna, scientemente colpita in viso.

Negli scorsi mesi ho potuto frequentare il presidio di San Didero. Al di là della sua importanza politica e della legittimità del movimento No Tav di difendere quel fazzoletto di terra in rinascita dall’ennesima inaccettabile furia cementificatrice, mi ci sono proprio affezionata a quel posto. Il calore umano che vi ho trovato è senza prezzo e ha un profumo promettente, un non so che di un mondo venturo. Potentissima anche la mobilitazione di questi giorni, a dispetto dei tempi di reclusione.

Però ho trascurato di dire alcune cose. Eccole sinteticamente: Continua a leggere

Cinque lettere. Crediti e immagini

Come annunciato il 14 aprile, Cinque lettere. Esperienza trans, discriminazione strutturale, diversity management: un’analisi transfemminista, un lungo articolo in due puntate che pensavo di pubblicare per il 39esimo anniversario della legge 164 del 1982, non esce. Sciolgo il riserbo, sarà parte di un libro che dovrebbe vedere la luce a novembre 2021. Sono scaramantica e finché non firmo il contratto non rivelo per quale editore e in quale collana uscirà (vedi alla voce segreto di Pulcinella).

Ne sono felice e orgogliosa e ho già cominciato a lavorare a questo progetto. Tuttavia mi piace onorare i debiti: incollo qui sotto i ringraziamenti che avrei messo in coda all’articolo e la selezione di immagini che avrebbero corredato il testo, nella stessa sequenza in cui erano pensate e con le stesse didascalie.

Nella prima puntata di questo lungo articolo ho scritto che mi sento sola. Ma non sono sola davvero. Queste parole le firmo io, me ne assumo l’intera responsabilità, ma sono cresciute in una conversazione continua con alcune delle persone che mi sono care e vicine.

In ordine alfabetico:

Andrea Guazzotto, Antonia Caruso, Cam Pavese, Denise Cappadonia, Edna, Federica Rosin, Giache, Giulia, Luca Casarotti, Oliver Meo, Riccardo Diellos, Rossana Arietti, Valentine aka Fluida Wolf, il collettivo che sta dietro a Zona Transito Libero.

Un ringraziamento speciale a chi ogni singolo giorno discute con me: Franco Berteni, Livi Scarpellini, Mariano Tomatis, Sara Bianchi.

Cinque lettere. Un racconto per immagini

Per le immagini grazie a blu.issima, Cam Pavese, Cristina Rossi, Freek pride, Giache, Giannino Dari, Livi Scarpellini. Laddove non ci sono indicazioni le foto le ho scattate io.

Stencil, Corso Regina Margherita, Torino, 2021

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