Guàrdati da quel mese se ti è richiesto obbedire. Di nuovo. Qualche considerazione sul rainbow washing, il burn out e il calendario dell’estate

In quel mese lì la cacca di unicorno assume una colorazione arcobaleno

E finalmente eccoci nel mese del rainbow washing, quel mese in cui i brand supposti friendly e persino qualche istituzione vi invitano a millantare amicizie frocie. Quel mese in cui le persone frocie possono fare le loro carnevalate in piazza, a patto che consumino un po’ di più. Quel mese in cui le persone frocie presentabili e meritevoli vengono esposte mediaticamente, le loro lacrimevoli storie raccontate nei particolari più scabrosi. Però in quel mese è anche tutto un fiorire di arcobaleni, sorrisi e “love is love”. Ed è il mese in cui meno ancora degli altri è consentito esternare la propria rabbia e argomentare che misoginia, discriminazione e violenza nei confronti delle persone che hanno orientamenti sessuali/affettivi e identità di genere diverse da quelle etero-cisgender sono la diretta conseguenza di una società ordinata secondo gerarchie patriarcali e sostenuta da politiche capitaliste neoliberali. Questo è anche quel mese in cui chi ha cariche pubbliche e ha firmato provvedimenti liberticidi, razzisti, bellicisti, devastanti per l’ambiente, ha foraggiato associazioni antiabortiste, ha aperto le porte alle privatizzazioni nel sistema sanitario, continua ad amministrare le città a suon di “dehor e decoro”, ha chiuso, sgomberato, soffocato tutti quegli spazi di aggregazione, socialità, cultura sorti dal basso e non legati a logiche di profitto e, in definitiva contribuisce nelle sedi istituzionali alla lotta di classe dei ricchi contro le persone povere e dell’eterocispatriarcato contro quasi tutte le forme di vita, viene in piazza a farsi due selfie e ad appuntarsi al bavero la medaglia di paladino delle libertà neoliberali. Siamo proprio in quel mese lì, divinità radioattiva, e non si regge più.

Ma c’è altro oltre ai dolori del sesto mese dell’anno. Lo so bene che stanchezza cronica, ansia, angoscia, depressione, frustrazione sono sempre più diffuse fra le persone qui in basso. Come dice la saggezza proletaria: “mal comune, zero gaudio”. Risposte ottimali sarebbero: autorganizzazione, mutualismo, contrasto allo sfruttamento lavorativo.  Ci lavoriamo, sibling?

Nel frattempo, nell’immediato, mentre aspettiamo la rivoluzione, a me tocca un minimo di autotutela Continua a leggere

Su questo lungo viaggio senza titolo. Onde, frequenze, voci, registrazioni, pieghe e membrane in movimento

shtchzsch
rumore bianco
zschshtchz
elettricità statica
shtczschhz
in cerca di sintonia

Bologna, 26 febbraio 2022. Presentazione congiunta di “Senza titolo di viaggio” e “LGBTQIA+. Mantenere la complessità” (Eris, 2022). Da sinistra l’autrice Antonia Caruso, Chià Rinaldi della collettiva Switch e me. Foto di Carlo Dojmi De Lupis

Il tour di Senza titolo di viaggio ha già macinato chilometri e – se vogliamo giocare ai calembour anche in momenti così drammatici – sembra quasi paradossale che un inno alla demolizione del binarismo di genere si muova così spesso sui binari ferroviari. Risulta invece particolarmente appropriato che la maggior parte delle parole che sono rimaste registrate fino a questo momento intorno a questo libro non siano leggibili con gli occhi ma ascoltabili con le orecchie.
Ecco i podcast dedicati in ordine di registrazione: Continua a leggere

Un densissimo mese corto

4 febbraio 2022 @Norabook, Torino. Da sinistra Cam Pavese, Mariano Tomatis e Filo con gli occhiali guarniti di nastro adesivo ché si erano rotti poco prima. Foto di Cristina Rossi

Carx tutte, cari tuttx, care tutt#,
sono riprese le uscite pubbliche. Lo scorso 4 febbraio ce n’è stata una in casa, da Norabook, a Torino, attorniata da persone che amo e che mi fanno sentire il loro affetto. Pare che sia andata bene, io dal canto mio non ho ancora avuto il coraggio di riascoltare la registrazione, perché quel giorno (in questi giorni) ho attraversato una fase di grande prostrazione psichica. Senz’altro, però, la renderò pubblica quanto prima: gli interventi delle persone che mi hanno accompagnata, Cam Pavese e Mariano Tomatis, meritano di essere divulgati.
Il tour prosegue con una scorreria a oriente, un’immersione sarda, e un’incursione schizoide a nord della linea gotica.
Ecco nel dettaglio le date: Continua a leggere

The autumn leaves (che stanno su però). Le date autunnali

In primavera il lockdown ha seccato le date del mio tour (e di tutti i tour di chi va in tour, mal comune niente gaudio) come foglie d’autunno. A ‘sto giro speriamo si trasformino in aghi di ginepro che sono puntuti resistenti e stiano su. Incrociamo le dita. Pungiamocele anche un po’. Per l’autunno infatti ci sono un bel po’ di date confermate.

Juniperus communis (Fonte Wikipedia, che le foto dei ginepri del Moncuni che ho fatto io non le trovo più)

Comincio la prossima settimana con quattro uscite in fila in Lombardia. Continua a leggere

Impressioni (quasi) di settembre. (Segnalazioni, brevi recensioni, date)

Settembre è il mese più bello nel Piemonte occidentale. Io per me non ho dubbi. Né troppo freddo, né troppa afa, il cielo spesso è terso. Sarebbe il momento migliore per una viandanza a piedi o per tornare in cima al Rocciamelone, come mi ripeto ormai da troppo tempo.

Invece no, difficilmente riuscirò a gustarmi queste piacevolezze – questo mi evita la preoccupazione di procurarmi dei sandali da trekking nuovi! – il mio corpo e la mia attenzione saranno chiamate altrove. Provo a farmene una ragione e mi affaccio al nuovo mese segnalando alcune delle parole che ho incontrato (e detto) in quello precedente. Continua a leggere