Santo futuro, calendario di settembre, in fondo a sinistra…

Buongiorno, diamoci un benvenutx in questo autunno 2022. Che odore fa l’aria? E la temperatura? State accumulando un numero di coperte di lana sufficienti a non farvi accendere i termosifoni? Confidate che il riscaldamento globale ci regalerà un inverno particolarmente mite?

Sia come sia: il clima elettorale non fa presagire nulla di buono. La destra-destra ci promette autentiche politiche di destra e ci dà l’impressione che sia in grado di tenere fede a quanto dichiara, la destra-sinistra ci chiede un voto per scongiurare il pericolo della destra-destra e poter proseguire con l’ormai trentennale tradizione delle politiche di destra-mancina. Nel mese di agosto ho riletto per intero Il suffragio universale di Errico Malatesta, credo che mi atterrò ancora una volta alle sue preziose indicazioni, ma sono molto preoccupata. Qualunque sia l’esito delle urne prevedo friddu e fame.

Domanda: sapremo costruire dal basso, fuori dagli emicicli in cui si ratificano le indicazioni dei signori delle guerre, dell’energia, del capitale finanziario, quelle intese operative e quelle azioni radicali capaci di fronteggiare questa fase? Mi sforzo ancora una volta di pronunciare quell’adagio: “lasciamo il pessimismo a tempi migliori”. Su un piano più terra-terra, io ricomincio ad andare in giro. Inizio con tre date piemontesi (anche fuori dal capoluogo). Eccole: Continua a leggere

Guàrdati da quel mese se ti è richiesto obbedire. Di nuovo. Qualche considerazione sul rainbow washing, il burn out e il calendario dell’estate

In quel mese lì la cacca di unicorno assume una colorazione arcobaleno

E finalmente eccoci nel mese del rainbow washing, quel mese in cui i brand supposti friendly e persino qualche istituzione vi invitano a millantare amicizie frocie. Quel mese in cui le persone frocie possono fare le loro carnevalate in piazza, a patto che consumino un po’ di più. Quel mese in cui le persone frocie presentabili e meritevoli vengono esposte mediaticamente, le loro lacrimevoli storie raccontate nei particolari più scabrosi. Però in quel mese è anche tutto un fiorire di arcobaleni, sorrisi e “love is love”. Ed è il mese in cui meno ancora degli altri è consentito esternare la propria rabbia e argomentare che misoginia, discriminazione e violenza nei confronti delle persone che hanno orientamenti sessuali/affettivi e identità di genere diverse da quelle etero-cisgender sono la diretta conseguenza di una società ordinata secondo gerarchie patriarcali e sostenuta da politiche capitaliste neoliberali. Questo è anche quel mese in cui chi ha cariche pubbliche e ha firmato provvedimenti liberticidi, razzisti, bellicisti, devastanti per l’ambiente, ha foraggiato associazioni antiabortiste, ha aperto le porte alle privatizzazioni nel sistema sanitario, continua ad amministrare le città a suon di “dehor e decoro”, ha chiuso, sgomberato, soffocato tutti quegli spazi di aggregazione, socialità, cultura sorti dal basso e non legati a logiche di profitto e, in definitiva contribuisce nelle sedi istituzionali alla lotta di classe dei ricchi contro le persone povere e dell’eterocispatriarcato contro quasi tutte le forme di vita, viene in piazza a farsi due selfie e ad appuntarsi al bavero la medaglia di paladino delle libertà neoliberali. Siamo proprio in quel mese lì, divinità radioattiva, e non si regge più.

Ma c’è altro oltre ai dolori del sesto mese dell’anno. Lo so bene che stanchezza cronica, ansia, angoscia, depressione, frustrazione sono sempre più diffuse fra le persone qui in basso. Come dice la saggezza proletaria: “mal comune, zero gaudio”. Risposte ottimali sarebbero: autorganizzazione, mutualismo, contrasto allo sfruttamento lavorativo.  Ci lavoriamo, sibling?

Nel frattempo, nell’immediato, mentre aspettiamo la rivoluzione, a me tocca un minimo di autotutela Continua a leggere

Gertrude contro tutti. Prima verifica in scena dei materiali del nuovo spettacolo

Carlo Cecchi in “La dodicesima notte”

Rifiuto, poiché non è nel teatro, che un regista decida che cosa quelle pagine significhino, e lo decida nella capa soja, e cioè non scopra attraverso gli attori in atto, cioè attraverso il gioco degli attori, non cos’è la verità di un testo, che non esiste, ma cos’è la realtà di un testo, giocato, played, in quel momento.

Lo ha detto nel 1997 l’attore e regista Carlo Cecchi in un’intervista curata da Piero Ferrero. Qui Cecchi polemizza con quel teatro di regia che decide a priori cosa andrà a scoprire in un testo, apparecchia tutti i codici dello spettacolo di conseguenza e soffoca il gioco e la relazione che si sviluppa sul palco fra chi recita, lx personaggy e il pubblico convenuto. Fra le righe viene fuori che per Cecchi il teatro si gioca e il testo drammatico è il regolamento che ci diamo. Giocare il testo è più importante di analizzarlo. La realtà ultima dello scopone scientifico non è il suo regolamento, ma la mano, la partita, l’interazione fra chi gioca e le carte che escono. Continua a leggere

Evasione e ri-organizzazione. Due canzoncine e un avviso per l’estate

Era il 7 maggio
giorno delle elezioni
e i primi risultati
giungan dalle prigioni

Mi sarebbe piaciuto uscire oggi con un lungo post di considerazioni politiche ad ampio spettro. Me ne manca il tempo e le energie. Resto nella mia zona di comfort e me la cavo con due cover registrate al volo con la consueta approssimazione.

La prima è La ballata di Franco Serantini. Oggi cadono i cinquant’anni di quell’omicidio. La storia è esemplare: una contestazione al comizio del missino Beppe Niccolai viene repressa dalla polizia con la consueta brutalità che accompagna in Italia le rivendicazioni di giustizia dal basso. La celere arresta e pesta a sangue un ventenne, Franco. Pare il ritratto della vittima predestinata, orfano, senza famiglia, con una storia di istituzionalizzazione nelle strutture in cui lo stato chiude le persone che sollevano problemi a cui questo ordinamento sociale non sa rispondere.
Il testo è del Canzoniere del proletariato e viene cantato sulle note di Le ultime ore e la decapitazione di Caserio. Fra i canti che ricordano quel tragico episodio del 1972, questo è il mio preferito. Ecco un piccolo compendio delle ragioni di questa predilezione: Continua a leggere

Cose che succedono nei prossimi 11 giorni

Apparentemente chiodo schiaccia chiodo e quest’altra emergenza sembra offuscare quell’altra. Comunque sia, è primavera e si ricomincia a muovere il culo (come se avessimo mai smesso di dimenarlo). Ecco cosa succede nei prossimi giorni.

  • Sul numero di Jacobin Italia che è uscito oggi, Le malelingue, c’è un mio articolo. Torno ancora a riflettere con bell hooks intorno al margine e alle sue possibilità e a ribadire che se lingua e linguaggio sono terreno di contesa (e lo sono) anche lì facciamo picchetto e ci prendiamo lo spazio e il tempo per esistere. A corredo del pezzo una monumentale illustrazione di Percy Bertolini.
  • Proprio con Percy domani, 25 marzo, presentiamo Da sola, la sua graphic novel, uscita di recente per Diabolo Edizioni. Probabilmente ci impegneremo a mostrare che le persone trans possono evadere dalle nicchie assegnate, smettere di parlare solo di “cose trans” e guardare al cosmo indossando lenti plurali, mutanti, orchestrali, estemporanee. Almeno ci proviamo. Spoiler: lo sapevate che i paesaggi brutalisti di “Da sola” sono ispirati a un noto centro delle Marche? Saremo da Nora Book & Coffee (Torino) allle 18. Ah, è necessario prenotare.
  • Sabato 26 marzo, alle 21, parteciperò a Scioglilingua, la spring school su lingua, linguaggio e narrazioni organizzata da Almaterra presso la loro sede in Torino. Dialogherò con la traduttrice e attivista Marie Moïse. Nell’ultimo numero di Jacobin c’è anche un suo articolo. L’ingresso alla serata è libero.
  • Venerdì 1 aprile – no, non è uno scherzo – sarò allo spazio sociale TNT di Jesi (AN) a presentare Senza titolo di viaggio
  • Sabato 2 aprile – ancora fra le braccia accoglienti di compagnx marchigianx – presenterò Senza titolo di viaggio al CSA Officina Trenino di Porto San Giorgio (FM)
  • Domenica 3 aprile doppio appuntamento a Casa Bettola (Reggio Emilia). Nel pomeriggio presentazione di Senza titolo di viaggio, mentre in serata va in scena lo spettacolo Mostre & Fiere

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