Delazione e paranoia ci aiutano a vivere: Control Punk

La famiglia per bene veglia su di te

Il decoro illustrato, lo spettacolo che ho portato in giro in questi mesi, fortemente ispirato a La buona educazione degli oppressi di Wolf Bukowski, attualmente in pausa forzata, è assai stressato dalla situazione. Alcuni passaggi diventano ancora più tragicamente reali e altri sono superati dalla piega dell’attualità. Quando le esibizioni riprenderanno sarà inevitabile aggiornarlo.

Per ora eccone un passaggio che sembra far rima con alcuni dei movimenti di intestino della società. Si raccomanda di spararla a tutto volume sventolando il tricolore.

Cappuccetto Rosso ai tempi dell’emergenza

Disegno di D4h0m3y. Clicca per ingrandire https://www.deviantart.com/d4h0m3y/art/Little-red-riding-hood-Wolf-190985716

Oggi, venerdì 13 marzo 2020, avrei dovuto esibirmi (a Bologna) e anche domani (a Milano) e persino dopodomani (a Pavia) e via così. Tutte le mie otto esibizioni di marzo si sono volatilizzate e temo che potrebbero fare una brutta fine anche quelle di aprile. Che faccio? Mi butto giù?

(Sì, onestamente sì)
(Ma dopo che mi sono depressa per bene, che faccio?)

Prima mi leggo questo fondamentale contributo del collettivo Wu Ming e poi provo a risollevare il capo e fare quello che mi sono prefissata di fare: la cantastorie punk. Ecco allora una classicissima Cappuccetto Rosso ai tempi dell’emergenza. Godetevela.

(La registrazione lo-fi è stata fatta al Suffia Trans Studio di Orbassano)

Letture transfemministe (contro la politica dell’emergenza)

Quello che sta avvenendo, l’ennesimo, ma assai più massiccio, ricorso alla politica dell’emergenza e della paura e della paranoia, avrà strascichi e conseguenze enormi. Se chineremo il capo e spegneremo cuori e cervello sarà la prima torsione di uno strettissimo giro di vite, se invece sapremo organizzarci e portare il culo in piazza, potrebbe essere un atteso segnale di controtendenza. In ogni caso, in questi giorni come sempre e più che mai occorre esercitarsi a leggere la realtà facendo continue ricognizioni sui diversi piani di oppressione (genere, razza e classe) e, come suggerisce Haraway ne Le promesse dei mostri, tenendo presente che

[…] la vista [può] essere re-inventata a vantaggio di chi si attiva e lotta alla ricerca di filtri politici che permettano di vedere il mondo nei colori del rosso, del verde e dell’ultravioletto, cioè, nelle prospettive di un socialismo ancora possibile, di un ambientalismo femminista-antirazzista e di una scienza a beneficio delle persone.

Una delle cose di cui abbiamo bisogno ora è arricchire la nostra cassetta degli attrezzi, affilarne le punte, ingrassarne gli ingranaggi. In quest’ottica, La polvere della battaglia, trasmissione di Radio Onda d’Urto regala per Lotto marzo una miriade di consigli di letture femministe e transfemministe. Molte di queste assai centrate sul momento che attraversiamo. Al minuto 59 della prima puntata trovate anche i consigli della sottoscritta, che però se ne è dimenticato uno, fondamentale, il manifesto transfemminista di Emi Koyama. Enjoy. Ci vediamo in giro.

Il podcast della prima puntata: 7 marzo

Il podcast della seconda puntata: 9 marzo

Liberarsi dal virus del carcere. Una riflessione di Luca Abbà

[Gira in queste ore sulla mailing list dei comitati No Tav questa riflessione di Luca Abbà. La condivido qui non solo per il suo contenuto puntuale, ma soprattutto per il suo implicito invito ad attivare forme di pensiero, critica, militanza e a continuare a pensare e immaginare una società più libera per tutte le creature. FS]

No Tav, nè qui né altrove, e fuoco a tutte le galere.

Visto il rapido evolversi della situazione legata alla diffusione del nuovo corona virus, divenuta emergenziale, desidero comunicare il mio punto di vista nella condizione particolare di detenuto semilibero presso il carcere di Torino.

L’ambiente carcerario risulta essere, a maggior ragione in casi come questi, un luogo delicato, sensibile ma piuttosto ignorato dall’opinione pubblica e dalla classe politica; oppure considerato inopinatamente una sorta di discarica per ciò che si ritiene “la feccia” della società.

In questi giorni di grande flusso mediatico e misure di controllo imponenti, l’ansia e l’angoscia per il dilagare dell’infezione stanno crescendo anche tra le mura del carcere, tra i detenuti e il personale ivi impiegato. Scenari di blocco dei colloqui con i familiari, sospensione di permessi e uscite per i semiliberi sono già divenuti realtà in alcuni
penitenziari del territorio nazionale e stanno divenendo probabili per gli altri visto il precipitare degli eventi giorno dopo giorno. Continua a leggere

La peste del controllo. [Annullata l’esibizione di Rimini]

in una società razzista e classista i divieti finiscono per essere razzisti e classisti

Il paese in cui viviamo, periodicamente ricade nella logica dell’emergenza. Al di là di ogni ragionevole gestione degli accidenti che possono capitare a una comunità di esseri viventi (terremoti, alluvioni, epidemie influenzali, eccetera) invece di occuparsi di prevenzione, studio, cura, mantenimento (invece, cioè di spendere il denaro pubblico nella sanità, nell risanamento idrogeologico del territorio, nel contrasto al cambiamento climatico), l’opzione praticata è quella dell’accentramento di poteri, dei provvedimenti draconiani, del controllo totale, delle misure di polizia.La stessa mano che ostacola sistematicamente le capacità di reazione e organizzazione della società guida il supposto carro dei salvatori.

E inoltre, finalmente ci siamo: eccoci al punto in cui è vietato tutto tranne andare a lavorare e il sospetto verso il prossimo è esplicitamente incoraggiato dalle istituzioni.

A proposito di questo ultima emergenza invito alla lettura di due articoli: l’opinione della direttrice del laboratorio di analisi dell’ospedale Sacco e questa riflessione uscita ieri su Hurriya.

Il Bar lento di Rimini, che avrebbe ospitato Il decoro illustrato il 1 marzo, si vede costretto ad adeguarsi all’ordinanza emanata dalla Regione Emilia-Romagna, l’esibizione è quindi annullata. Le tre date che la precedevano, a Jesi, Macerata, Porto San Giorgio, sono invece confermate. Per ora.