È già capitato che spettacoli miei, in parti o nella loro totalità, venissero ripresi. Ho sempre ringraziato le persone che si erano prese il disturbo, ma non ho mai autorizzato a rendere pubbliche quelle immagini. Ho scarsa dimistichezza con cineprese, telecamere e obiettivi. Non è il mio linguaggio.
Il mio lavoro è pensato per essere letto o per la fruizione immediata fra i corpi. I miei copioni hanno maglie larghe e sono soggetti a continue modificazioni, spesso con delle vere e proprie edizioni locali. E poi lo spettacolo non è solo quello che avviene sul palco, Continua a leggere




