Su questo lungo viaggio senza titolo. Onde, frequenze, voci, registrazioni, pieghe e membrane in movimento

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rumore bianco
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elettricità statica
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in cerca di sintonia

Bologna, 26 febbraio 2022. Presentazione congiunta di “Senza titolo di viaggio” e “LGBTQIA+. Mantenere la complessità” (Eris, 2022). Da sinistra l’autrice Antonia Caruso, Chià Rinaldi della collettiva Switch e me. Foto di Carlo Dojmi De Lupis

Il tour di Senza titolo di viaggio ha già macinato chilometri e – se vogliamo giocare ai calembour anche in momenti così drammatici – sembra quasi paradossale che un inno alla demolizione del binarismo di genere si muova così spesso sui binari ferroviari. Risulta invece particolarmente appropriato che la maggior parte delle parole che sono rimaste registrate fino a questo momento intorno a questo libro non siano leggibili con gli occhi ma ascoltabili con le orecchie.
Ecco i podcast dedicati in ordine di registrazione: Continua a leggere

La zona del crepuscolo e la “nuova onda No Tav”. Breaking news e segnalazioni

Oggi su Giap, il blog della Wu Ming Foundation, Mariano Tomatis presenta diffusamente il secondo capitolo della sua storia del mentalismo, La zona del crepuscolo. Il titolo del post è tutto un programma: Il ritorno di Mesmer. Un inesauribile bisogno di magia, contro i mentalisti al potere. In coda si può leggere la prefazione che ho scritto per il libro di Mariano.

Sempre su Giap vi invito a leggere La piccola (ma libera) Repubblica dei Mulini. Un racconto della nuova onda No Tav e di come si è formata. Un pezzo di Wu Ming 1 importantissimo per inquadrare ciò che sta avvenendo (e continuerà ad avvenire) in Valsusa in queste settimane. Considerazione lampo: finalmente ci siamo liberat* di questi infami “nomi omologanti” e possiamo ricominciare a sbertucciare e a vantarci dei (nuovi e vecchi) “nomi separatori” che vorrete darci!

Ancora due cose sulla valle. Da qualche giorno Emilio Scalzo è agli arresti domiciliari. Una delle sue azioni è incastonata nel prefinale di La punk spiegata alla nonna, lo spettacolo che porto in giro dal 2018. Il 20 ottobre scorso, al Circolo libertario Sole & Baleno di Cesena, la raccontavo così: Continua a leggere

La zona del crepuscolo di Mariano Tomatis è uscito. Annuncio e due notiziole a corredo

Ce lo dice Mark Fisher in The weird and the eerie, laddove incontriamo porte, soglie, sipari è possibile che si apra un varco dimensionale, un affaccio su universi che si reggono su regole altre da quelle conosciute.

Clicca sull’immagine per vedere copertina e frontespizio de “La zona del crepuscolo”

La zona del crepuscolo, il secondo volume della serie Mesmer, ci conduce in diverse zone liminali e prova a tenere accoppiati gli universi, ci offre panorami stereoscopici: in una lente la scienza e nell’altra la magia, in una lente il quotidiano e nell’altra lo straordinario, in una lente poteri soprannaturali e nell’altra le relazioni di potere fra classi e generi.

Questa volta Mariano Tomatis esplora la storia del mentalismo in un trentennio densissimo, fra fine Settecento e inizio Ottocento, a cavallo della Rivoluzione Francese. Non si tratta, nonostante la seconda parte raccolga indicazioni per condurre esperimenti di mentalismo, di un’opera per addett* ai lavori. Continua a leggere

Fine dell’anno, nuovi progetti, tre importanti incontri

Il primo di dicembre, a Cagliari, c’è stata l’ultima data del 2019 de La punk spiegata alla nonna. In questa manciata di giorni che ci separano dalla fine dell’anno, ho ancora tre appuntamenti. Si tratta in tutti e tre i casi di spettacoli nuovi o, per meglio dire, di prove aperte di spettacoli nuovi. Ho scritto molto nei mesi scorsi sulla pratica della prova aperta, non mi ci dilungo oltre. Quello che qui mi preme mettere in risalto è che tutti questi nuovi progetti sono nati sotto il segno dell’incontro, grazie allo stimolo e al confronto con altre persone. Sono molto felice e grata e mi pare una conferma che il lavoro che cerco di fare con le canzoncine e i lunghi sproloqui è un lavoro politico.

Il Nuovo Panificio (Cagliari) gremito. Foto delle Menadi

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Ricomincio da tre. Alcune cose che ho fatto nel 2018

Il blog è in stato di abbandono da maggio 2017. Potresti pensare che nel frattempo mi sia presa una pausa. Invece no. Ecco almeno tre cose che ho scritto negli ultimi 11 mesi.

Il codice dell’oro (Tabor, 2018) con Mariano Tomatis e Davide Gastaldo.
Il mio contributo si chiama Ospitare l’alieno, è una catena di racconti che prova a rispondere alla domanda: che utilizzo possiamo fare delle storie fantastiche?
Tutte le informazioni le trovi qui.

La punk spiegata alla nonna
Si tratta di un monologo teatrale con canzoni. Nei mesi scorsi è andato in scena in forma di prova aperta. La prima ufficiale sarà al CSA Gabrio di Torino il 21 dicembre prossimo.  Ne è prevista anche un’edizione cartacea. I dettagli più avanti.
“Esiste una filosofia, una modalità di vita che spinge le persone a contrapporsi alle leggi scritte, alle norme non scritte, alle consuetudini, alle convenzioni, ai principi imposti e assoluti, al più becero realismo. È una filosofia che ha e ha avuto tanti nomi. Noi la chiamiamo la punk.
La punk spiegata alla nonna è una seduta medianica in cui una reietta, una non-persona di questo mondo prova a raccontarsi a una non-persona migrata all’altro mondo, l’unica da cui si è sentita compresa”.

Sì trav. Come la militanza No Tav mi ha dato il coraggio di diventare me stessa
Il 2018 è l’anno in cui è iniziata la mia transizione di genere (e questo mio disastratissimo blog sembra non essersene ancora accorto). Racconto gli aspetti politici di questo percorso in una lunga testimonianza ospitata su Giap, il blog del collettivo Wu Ming. Qui la prima puntata. Qui la seconda.

PS: sul finire del 2017 invece ho pubblicato sul blog di Alpinismo Molotov L’ispirazione e il coraggio, un pezzo a cui tengo molto è che presagisce i tre segnalati qui sopra.

Godetevela.