Con zampe, code e balzo delfino. Anticipazioni e appuntamenti primaverili.

Primo piano della mia coda da topo di scena. L’ha scattata Silvia poco prima della replica che ho fatto il 7 marzo scorso per il collettivo “Mai più zitt3” di UniTO.

Primo piano della mia coda da topo di scena. L’ha scattata Silvia poco prima della replica che ho fatto il 7 marzo scorso per il collettivo “Mai più zitt3” di UniTO.

La mostruositrans (Eris, 2020) è uscito quasi quattro anni fa. Mi piacerebbe dire che è invecchiato male, che gli avvenimenti di questi oltre mille giorni l’hanno reso obsoleto, che la situazione è migliorata. Invece no. Purtroppo quel libricino, quelle sessanta paginette,  quel catalogo di metafore queer, quella rassegna di creature mostruose parla ancora al presente. Dice ancora della transnegatività e della spinta assimilazionista che unite nella morsa patriarcale stringono sulle vite delle persone non cis. Continua a essere letto, recensito, citato, trasformato. E portato in giro. Domenica 17 marzo, nella sua versione punkastoriale andrà in scena in Valsusa e il venerdì successivo si manifesterà in una presentazione cantata e dialogata a Livorno.

Prosegue il tour di Se vi va bene bene se no seghe (Alegre, 2023), libro al quale ho collaborato insieme a Wu Ming 1. Valerio Minnella, protagonista e principale voce narrante di quelle pagine, continua a portare in giro quel fascio di storie e la sua esperienza. Domenica 24 marzo, in quel di Pavia, nuovamente mi unirò alla presentazione. Fra quelle pagine  traccio non solo una sintetica storia politica del Belice post terremoto: metto insieme un po’ di considerazioni sul lavoro di Basaglia, sui luoghi di reclusione e sulla gestione della salute mentale nella sanità italiana  Allora, mentre ci lavoravo, ancora non sapevo che quei temi sarebbero diventati nutrimento per le mie riflessioni e faro sul mio cammino. Boh, raga, diverse delle cose che ho letto e scritto nei mesi scorsi orbitano là intorno e piano piano vedranno la luce. Tranne Far finta di esserne fuori, il mio spettacolo sul carcere, che è già in giro da dicembre e che continua a toccare spazi, ad arricchirsi e a evolvere.

Comunque, sto scrivendo. Una cosa piccolaè in lavorazione e potrebbe uscire a breve, anticipando due cose altrettranti brevi che ho già chiuso. Una cosa lunga invece è in gestazione e confido che più avanti comincerò a parlarne più diffusamente.

Qui di seguito il dettaglio degli appuntamenti dei prossimi giorni:

 

Ancora una volta: ci incontriamo per le strade!

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