Che fare il primo maggio?

1. Non lo faccio più

1 maggio 2019, “La punk” va in scena ai giardini reali, Torino. Foto di Andrea Sebastian

Oh regà, io ci sono andata sotto. Nei giorni successivi a Pesci rossi, mentre registravo contributi video che sarebbero andati altrove, mi arrivavano messaggi che mi chiedevano se mi sarei esibita ancora in streaming. No, ho risposto di no. La sola idea mi metteva addosso un panico che nessun uditorio in carne e ossa mi ha mai messo.

Seguo quotidianamente la didattica a distanza insieme a mia figlia, ho fatto assemblee politiche in videoconferenza, vedo il mio nipotino di quattro mesi solo in videochiamata, gli abbracci dei miei fratelli, delle mie sorelle, sibling, non lasciano sensazioni sulla pelle, ma solo scambio di dati e frustrazioni. Esibirmi senza vedere i volti, senza udire i respiri, senza chiacchiere né prima né dopo non è cosa. Continua a leggere

Le persone trans ai tempi del covid-19

Sul sito di Radio Black Out è stato caricato il podcast della mia intervista del 28 aprile.
Le persone trans ai tempi del covid-19.

Alcune delle informazioni riportate le devo a Christian Ballarin dell’associazione Maurice. A lui va il mio più sentito ringraziamento.
Una precisazione, contrariamente a quanto è scritto nell’articoletto che accompagna il podcast vengo dalla provincia SUD ovest di Torino! 😉

25 aprile multidimensionale

L’arbre magique antifa!

Per il 25 aprile ho presenziato in due dimensioni a Oggi come ieri, lo streaming organizzato da SOS Fornace e Rho antifascista. Il mio contributo comincia al 67esimo minuto. Il testo della prima canzoncina, L’attivismo in una stanza è firmato Wu Ming. La seconda è una cover infedele di Alas, I cannot swim di Laura Marling (in una versione un più ordinata rispetto a quella dei Pesci rossi). Continua a leggere

Pesci rossi è on line

Rientro a casa in tempi di ingressi videosorvegliati. Foto di Raffaella Ferrero Camoletto

È già capitato che spettacoli miei, in parti o nella loro totalità, venissero ripresi. Ho sempre ringraziato le persone che si erano prese il disturbo, ma non ho mai autorizzato a rendere pubbliche quelle immagini. Ho scarsa dimistichezza con cineprese, telecamere e obiettivi. Non è il mio linguaggio.

Il mio lavoro è pensato per essere letto o per la fruizione immediata fra i corpi. I miei copioni hanno maglie larghe e sono soggetti a continue modificazioni, spesso con delle vere e proprie edizioni locali. E poi lo spettacolo non è solo quello che avviene sul palco, Continua a leggere

Un’emergenza «normale». Le persone trans e della comunità LGBTQIA+ nell’emergenza coronavirus

Il banner del diario di queerantena delle Cagne sciolte https://cagnesciolte.noblogs.org/diario-di-una-queerantena/

Su Giap, il blog della Wu Ming Foundation, è appena uscito un mio articolo. In un passaggio dice:

Su un aspetto l’emergenza non ha nulla di eccezionale e ricalca perfettamente la cosiddetta – e tanto invocata in questi giorni – «normalità». I rapporti sociali, le politiche dello Stato, le «autoregolamentazioni del mercato» continuano a essere tagliate su misura su quello che viene percepito come «essere umano normale» – uomo, adulto, bianco, eterosessuale, cisgender, abbiente, normodotato, a piede libero – sulle sue necessità e i suoi bisogni.

Il resto lo trovate qui.